Lo spiritismo

Le vere origini della tavola Ouija

Nel settecento con il romanzo gotico i fantasmi diventano i protagonisti della letteratura. Ma lo spiritismo sperimentale nasce con Jonh Larkin nel 1837, medico e seguace del mesmerismo. Egli era convinto che determinati soggetti indotti in stato ipnotico pur ignari di qualsiasi informazione scientifica, potessero essere in grado di fare diagnosi e prognosi mediche precise, retrocognizioni e previsioni. Lo stato di trance creato dall’ipnosi generava tali doti medianiche. Nonostante le innovative teorie, Larkin fu deriso e perseguitato dalla comunità scientifica della quale faceva parte. Successivamente con il caso mediatico delle sorelle “Fox”, si diffuse l’idea che la comunicazione con i trapassati potesse essere tangibile. Nel 1848 Kate e Margaret Fox due adolescenti, che vivevano con la propria famiglia a Hydesville, New York iniziarono a vivere esperienze paranormali e terrificanti nella propria abitazione. Secondo quanto dichiarato da Kate il 31 marzo, iniziarono a sentirsi insoliti rumori precisamente dei colpi come di un battere/bussare su pareti e mobili, quest’ultima decise di riprodurne altrettanti. Questa interazione di colpi tra Kate e l’entità permise ad entrambi di comunicare. Questa pratica prenderà il nome di “Tiptologia” dalla quale nascerà il famoso detto ” se ci sei, batti un colpo”. Proprio in quel periodo con il pedagocista Allan Kardec viene coniato il termine spiritismo diventando una vera e propria dottrina. Lo scarso tenore di vita e la guerra Civile, resero la morte un pensiero costante nella vita quotidiana e furono molte le persone, che si trovarono alla disperata ricerca di una connessione con i cari defunti. 
Alcuni giornali del 1891 portavano notizie sensazionali, nello specifico di alcune “Talking Board” tavole parlanti chiamate Ouija. Gli annunci pubblicitari descrivevano questa tavola come un dispositivo magico in grado di comunicare con i trapassati e di rispondere in modo accurato a domande riguardanti il passato ed il futuro. Le pubblicità promettevano un gioco da tavolo in grado di intrattenere ogni fascia d’età. Il gioco consisteva in un tabellone con impresse le lettere dell’alfabeto disposte in due semicerchi, con i numeri da 0 a 9 e le parole “sì” e “no” situate agli angoli più in alto, mentre in basso la scritta “addio”. La tavola veniva fornita insieme ad una “planchette” anche chiamata “planks”, un dispositivo di legno a forma di goccia in grado di scorrere sulla tavola per indicare le lettere e formare i messaggi medianici. 
Gli inventori ufficiali della tavola furono Elijah J. Bond e Charles Kennard. La brevettarono e misero in commercio il 28 maggio del 1890, ma nel 1901 William Fuld rilevò i diritti di sfruttamento della tavola, producendola nuovamente con il nome di “Ouija”. La storia dei fondatori della Ouija è caratterizzata per lo più da dispute e faide famigliari durate oltre un secolo. William Fuld aveva i suoi problemi familiari legati alla Ouija.  Nel 1919 tagliò fuori dalla società il fratello e i due non si parlarono più.  In quel periodo ci furono incassi eccezionali a seguito della prima guerra mondiale e di un’epidemia di influenza.  Basti pensare che in un articolo del 1920, il New York Times paragonò la popolarità della tavola Ouija a quella della gomma da masticare e nel 1927 il Baltimore Sun riferì che Fuld aveva personalmente guadagnato un milione di dollari. Sempre in quel anno William Fuld morì in circostanze apparentemente misteriose. Edificando nuove fabbriche e supervisionando i lavori, salì sul tetto dell’edificio della sua ultima fabbrica per controllare la sostituzione di un’asta portabandiera.  Secondo il Baltimore Sun, “stava in piedi vicino al bordo del tetto, afferrando un supporto di ferro del palo, quando il sostegno improvvisamente si è piegato e si è rovesciato all’indietro”.
William Fuld cadde dall’edificio, ma riuscì ad afferrare il davanzale di una finestra aperta, che improvvisamente si chiuse, mandandolo a sbattere contro il marciapiede sottostante. Si era rotto diverse costole, nonostante ciò non sarebbe dovuto morire. Purtroppo durante il viaggio in ambulanza a causa delle vibrazioni del veicolo o della strada dissestata, una delle ossa fratturate perforò il suo cuore uccidendolo, prima di giungere in ospedale. Fece promettere ai propri famigliari, che non avrebbero mai venduto la società. La sua famiglia continuò a gestire l’attività fino al 1966, in seguito fu venduta alla Parker Brothers ed infine acquistata dalla Hasbro.


Stefano Ranucci con l’originale Ouija Fabbricata a Baltimora

Gli inventori ufficiali della tavola furono Elijah J. Bond e Charles Kennard. La brevettarono e misero in commercio il 28 maggio del 1890, ma nel 1901 William Fuld rilevò i diritti di sfruttamento della tavola, producendola nuovamente con il nome di “Ouija”. La storia dei fondatori della Ouija è caratterizzata per lo più da dispute e faide famigliari durate oltre un secolo. William Fuld aveva i suoi problemi familiari legati alla Ouija.  Nel 1919 tagliò fuori dalla società il fratello e i due non si parlarono più.  In quel periodo ci furono incassi eccezionali a seguito della prima guerra mondiale e di un’epidemia di influenza.  Basti pensare che in un articolo del 1920, il New York Times paragonò la popolarità della tavola Ouija a quella della gomma da masticare e nel 1927 il Baltimore Sun riferì che Fuld aveva personalmente guadagnato un milione di dollari. Sempre in quel anno William Fuld morì in circostanze apparentemente misteriose. Edificando nuove fabbriche e supervisionando i lavori, salì sul tetto dell’edificio della sua ultima fabbrica per controllare la sostituzione di un’asta portabandiera.  Secondo il Baltimore Sun, “stava in piedi vicino al bordo del tetto, afferrando un supporto di ferro del palo, quando il sostegno improvvisamente si è piegato e si è rovesciato all’indietro”.
William Fuld cadde dall’edificio, ma riuscì ad afferrare il davanzale di una finestra aperta, che improvvisamente si chiuse, mandandolo a sbattere contro il marciapiede sottostante. Si era rotto diverse costole, nonostante ciò non sarebbe dovuto morire. Purtroppo durante il viaggio in ambulanza a causa delle vibrazioni del veicolo o della strada dissestata, una delle ossa fratturate perforò il suo cuore uccidendolo, prima di giungere in ospedale. Fece promettere ai propri famigliari, che non avrebbero mai venduto la società. La sua famiglia continuò a gestire l’attività fino al 1966, in seguito fu venduta alla Parker Brothers ed infine acquistata dalla Hasbro.

In quel periodo tentare di comunicare con l’aldilà non era cosa insolita. Era consuetudine infatti riunirsi nei salotti il sabato sera e praticare la scrittura automatica e la tiptologia con i tavolini a tre gambe. Nella mentalità generale, lo spiritismo era motivo di conforto per chi aveva perso i propri cari ed infatti al culmine del suo successo, lo spiritismo conta milioni di seguaci in tutto il mondo..
Nonostante oggi ci sia una visione diversa di tali pratiche a causa delle pellicole cinematografiche horror e della religione cristiana con il Deuteronomio 18:10-13. Lo scopo principale della casa produttrice Kennard Novelty Company era fatturare il più possibile. Come spiegherà Brandon Hodge, uno storico dello spiritismo; “la tiptologia ed i vecchi metodi di comunicazione necessitavano di molto tempo e le sedute potevano durare per ore e a lungo andare risultavano noiose”. Fù così che le doti imprenditoriali della Kennard Novelty Company, si assicurarono tale successo. Una tavola in grado di velocizzare la comunicazione con l’aldilà, così come era possibile comunicare nell’immediato tramite il telegrafo con persone a distanze notevoli. Vi era la convizione che se fosse stato possibile comunicare con il telegrafo a notevole distanza, sarebbe stato altrettanto plausibile comunicare con l’aldilà. La Kennard Novelty Company colse l’occasione e propose una innovazione che avrebbe fatturato grandi somme di denaro. In quel periodo gli unici ad opporsi all’uso della tavola erano molti medium, poichè tramite le loro sedute guadagnavano ingenti somme di denaro. La Kennard Novelty Company al contrario con un dollaro soltanto permetteva di svolgere tutte le sedute di cui avevi bisogno e in totale privacy. Una delle prime pubblicità della Ouija raffigurava un ragazzo ed una ragazza, che durante il primo appuntamento svolgevano una seduta spiritica. I due ad una distanza molto ravvicinata tenevano la Ouija sulle gambe, mostrando nel contesto una certa privacy ed intimità. Infatti la Ouija nell’epoca vittoriana era perfino un mezzo utilizzato per flirtare. In un’epoca in cui vi erano regole severe su come dovesse avvenire il corteggiamento e su come le coppie dovessero interagire tra di loro, le tavole Ouija erano un’ottimo escamotage per stare vicini fisicamente. Le tavole inizialmente erano progettate per essere posizionate sulle ginocchia dei due partecipanti e anche nel caso in cui il tabellone fosse posizionato su un tavolo, i partecipanti si sedevano generalmente a distanza ravvicinata, toccandosi con le ginocchia. La planchette a forma di cuore doveva essere mossa con le mani di entrambe le persone, quindi ci si sfiorava delicatamente.
Contrariamente a quella che è divenuta una credenza popolare, “Ouija” non è una combinazione delle due parole aventi lo stesso significato -oui- (si) in francese e il tedesco -ja- (si). Secondo gli studi di Robert Murch, il più importante collezionista, storico ed esperto di Ouija al mondo il nome della famosa tavola è molto più misterioso della tavola stessa. Murch avrebbe intervistato i discendenti dei creatori della Ouija e studiando i vari documenti storici, è riuscito a scoprire la verità. Quando gli inventori della Ouija presentarono la richiesta per il brevetto, erano a conoscenza che difficilmente sarebbero riusciti ad ottenerlo senza dimostrare che quest’ultima funzionasse. Per questo motivo Elijah J. Bond portò con sè la cognata e medium Helen Peters Nosworthy. Questa svolse una seduta spiritica con la tavola insieme all’incaricato dell’ufficio brevetti e durante la seduta, chiese all’entità il nome di quest’ultimo. L’entità scrisse il suo nome. Non sapremo mai se la medium ed il signor Bond, fossero già a conoscenza del nome dell’incaricato dell’ufficio brevetti, ma quest’ultimo rimase sbalordito dalle presunte doti medianiche della Peters. Accettò di registrare il brevetto, ma per depositarlo serviva un nome per la “tavola”. Chiesero quindi all’entità quale nome darle e questa rispose “Ouija”. Tutti curiosi vollero sapere cosa significasse questo termine; l’entità rispose, che in una lingua sconosciuta il termine Ouija significava letteralmente “buona fortuna”. Il primo brevetto della tavola non offriva alcuna spiegazione, su come questa fosse in grado di funzionare, ma era solo specificato che funzionasse. Tutto questo alone di mistero era un’ ottima fonte di marketing e la Kennard Novelty Company la sappe sfruttare al massimo, infatti meno informazioni venivano rilasciate sul suo funzionamento maggiore curiosità s’infondeva nelle persone e maggiori vendite si sarebbero prospettate .
Robert Murch inoltre scoprì rileggendo alcune lettere scritte dai creatori della tavola, che la medium Helen Peters quel giorno indossava un ciondolo con all’interno la foto di una donna con un autografo. La donna raffigurata nella foto era Maria Louise Ramé una nota scrittrice britannica, che la Peters ammirava molto. La scrittrice nata nel Suffolk , si trasferì nel sobborgo londinese di Ravenscourt Park, dove intraprese la sua carriera. Viaggiò a lungo nel continente, per poi decidere di stabilirsi in Italia dove restò fino alla morte. Oggi è sepolta nel cimitero inglese di Bagni di Lucca in una tomba a sarcofago somigliante a quella di Ilaria del Carretto. Famosa per le sue idee anticonformiste, per la lotta dei diritti delle donne e per essere un attivista dei diritti degli animali. Molte donne come la Peters usavano indossare questi pendenti in simbolo di ammirazione per la scrittrice. Il nome d’arte della scrittrice britannica era “Ouida”, deformazione infantile del nome Louise.

Foto della scrittrice Ouida

Tutto ciò porterebbe a pensare che il giorno in cui venne svolta la seduta medianica all’ufficio brevetti, il termine “Ouija” potesse essere una interpretazione errata della firma sul pendente della medium. Non sapremo mai, se il nome Ouija fù il frutto del subconscio dei partecipanti alla seduta, che avevano avuto per tutta la durata della sessione medianica il nome a portata di mano o se fosse stata una scelta voluta. Certamente non ci stupisce vedere come a distanza di tanti secoli la Ouija faccia ancora parlare di se.


Documento originale con la firma della Scrittrice Ouida, in possesso di Stefano Ranucci. Vietata la riproduzione


Autore: Stefano Ranucci dal sito: http://metapsichica.com/

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