Lo Yeti

Nelle remote e sperdute montagne dell’Himalaya in Asia, si dice che
viva ” l’abominevole uomo delle nevi”, detto anche Yeti
(o quella cosa).
Lontano parente del Bigfoot anche lui è un primate che può arrivare dai 180
fino ai 240 cm di altezza, con una pelliccia marrone/nero, i capelli
lunghi e le braccia che si estendono fino a raggiungere l’altezza delle
ginocchia.
Secondo delle testimonianze , le impronte ritrovate possono arrivare fino a
60 cm. I popoli del posto affermano che esistono tre specie:
Yen-The il piccolo, Meh-The  il medio e il gigantesco Dzu-Teh.
Le prime impronte furono trovate dal tenente colonnello Laurence Austine Waddell nel 1889 a più di cinquemila metri di quota, erano impresse nella neve.
Ci furono altri avvistamenti dell’abominevole uomo delle nevi, e nel
novembre del 1951 Eric Shapton e Michael Ward ritornando da una spedizione
all’Everest vicino alla frontiera tra Nepal e Tibet, scesi a 6250
metri videro delle impronte fresche tra la neve. Seguirono le impronte per
circa un miglio e mano a mano che la neve andava abbassandosi, le orme
erano maggiormente definite; Shapton scattò due foto che sono sicuramente
le più famose.

Il 19 Marzo 1954 il Daily Mail pubblicò la descrizione di una spedizione
scientifica effettuata per studiare uno scalpo appartenuto a un presunto
Yeti nel monastero di Pangboche; il professor Frederic Wood analizzò con
il microscopio i peli della creatura ma non riusci ad identificare a
quale animale potesse appartenere.

Allora che cosa potrebbe mai essere questo spaventoso mostro?
Gli studiosi hanno differenti idee a riguardo, certi credono si tratti dell’orso delle nevi, come ipotizza l’esploratore Reinhold Messner, altri addirittura un umanoide o un semplice animale primate la cui razza risulterebbe ancora sconosciuta alla scienza, o ancora un Gigantopithecus vissuto
nell’epoca preistorica e arrivato ai giorni d’oggi.
Resta il fatto che i nativi dell’Himalaya considerano questa creatura
sacra, loro credono nell’esistenza dell’ abominevole uomo delle
nevi e come per il suo cugino Bigfoot, la storia di questa creatura
continuerà ad appassionare e a far sognare grandi e piccoli.

(Simone Giorgi)

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