Uno sguardo al mondo!

C’è chi giura di averli visti, chi di averci parlato, chi addirittura di essere stato rapito da loro, negli ultimi 50 anni gli avvistamenti degli oggetti volanti non identificati e dei loro “piloti” si sono moltiplicati: suggestione o no, non si può non cercare di saperne di più.
In passato, nel periodo della guerra e di quello subito dopo, molti avvistamenti facevano pensare a sofisticati ed eccezionali macchinari messi a punto dalle potenze avversarie.
Ma i dubbi maggiori sull’origine non terrestre di alcuni fenomeni sono cominciati proprio con il coinvolgimento delle forze militari in paesi come gli Stati Uniti, la Spagna, la Francia e l’Italia.
Gli esperti di ufologia di tutto il mondo con studi, relazioni e documenti hanno portato i Governi a non ignorare completamente il problema.
Va segnalato che la Francia oggi è l’unico paese in cui lo Stato, attraverso un suo organismo, si occupa di UFO.
Parliamo di un gruppo di ricerca, nato nel 1977 con il nome Gepan, che esiste tuttora con il nome di Sepra, ed è una sezione separata dell’Ente Spaziale Nazionale.
Nato negli anni ’70 per iniziativa della NASA e ora finanziato da privati, il progetto Seti, Search for Extra Terrestrial Intelligence, dispone del più grande radiotelescopio al mondo (305 metri), quello dell’ Osservatorio di Arecibo, in Portorico, che scandaglia il cielo 24 ore al giorno cercando di captare un “rumore” di origine artificiale proveniente dallo spazio interstellare.
Via internet i dati arrivano ai server dell’Università di Berkeley, California, per essere analizzati.
Nel 1996 è nato “seti@home” attraverso il quale oggi più di 4 milioni di persone possono partecipare a questa caccia extraterrestre.

http://setiathome.ssl.berkeley.edu/

L’avvistamento in Francia:

L’8 gennaio 1981 in Francia, verso le cinque di pomeriggio, un contadino cinquantunenne, Renato Nicolai, mentre lavorava nel suo giardino udì un forte sibilo.
Riferì in seguito di essersi voltato e di aver visto una vera e propria astronave discendere dal cielo.
Nicolai descrisse il veicolo come l’unione di due piatti rovesciati, uno contro l’altro, di color piombo.
Secondo il suo racconto l’oggetto non identificato rimase a terra circa un minuto per poi ripartire velocemente verso il bosco, in direzione nord-est.

Risultati immagini per Renato Nicolai ufo

Il racconto, nella sua semplicità, sembrerebbe essere frutto della fervida immaginazione del contadino, se non fosse che…
Gli Ispettori della Gepan, (organo dello Stato francese che si occupa di UFO oggi Sepra) dopo aver effettuato accurati sopralluoghi sul luogo del presunto atterraggio, riscontrarono che il terreno, sia quello direttamente interessato sia quello circostante, conteneva piccoli quantitativi di fosfato e di zinco.
Inoltre la zona analizzata sembrava proprio essere stata interessata da una temperatura fra i 300 e i 600 gradi centigradi.
Ma la scoperta per loro più sorprendente fu la diminuzione della clorofilla prodotta dalle piante intorno al luogo del presunto atterraggio.
Analizzando questi elementi, gli ispettori affermarono che un tale stato di “trauma ambientale” poteva essere stato provocato solo da un forte campo elettromagnetico e conclusero quindi che, pur non essendoci alcuna certezza, doveva ragionevolmente essere avvenuto qualcosa di simile a quello che il contadino Nicolai aveva raccontato.

Avvistamenti in Italia:

In Italia, come in altre Nazioni, gli avvistamenti di UFO sono stati registrati fin da epoche lontane, ma è sopratutto tra gli anni 1954 e 1973 che si è parlato di vere e proprie “ondate” di segnalazioni, che si sono intensificate sempre di più, arrivando a coinvolgere in modo massiccio l’opinione pubblica nel periodo che va dal 1978 al 1979.
Gli avvistamenti hanno avuto un certo rilievo anche perché molte testimonianze arrivarono presumibilmente anche da fonti insospettabili come l’Arma dei Carabinieri, la Polizia i piloti civili e militari, i meteorologi, oltre alla gente comune non particolarmente appassionata del fenomeno.
Tanto che il Governo italiano non poté fare a meno di avviare in quegli anni, anche su pressione di molti politici, una serie di interrogazioni parlamentari.
Il moltiplicarsi di segnalazioni ed il coinvolgimento sempre maggiore dell’opinione pubblica portarono la stampa e i media in genere a divulgare episodi che avrebbero visto (il condizionale è d’obbligo) il coinvolgimento di piloti sia civili che militari.
Inoltre, è ormai possibile leggere di storie sempre più insistenti che riguardano veicoli sconosciuti che avrebbero invaso il nostro spazio aereo, che avrebbero inseguito aerei o addirittura che avrebbero volato affiancati a mezzi militari e civili d’avanguardia.
Fra i casi che si sono verificati in Italia negli anni in questione ce n’è forse uno più significativo degli altri.
Il 27 ottobre del 1954, Firenze fu testimone di un avvistamento incredibile e tutt’oggi è ancora vivo nella memoria di molti testimoni.
Alle 14,20 nel cielo appaiono oltre 20 oggetti volanti, che procedano in formazione sfrecciando a velocità altissima da Nord-Ovest a Sud-Est, dalle Cascine verso Rovezzano.

I primi hanno l’aspetto di ali d’aquila, poi segue una serie di oggetti a forma di goccia e infine chiudono la processione aerea dei dischi piatti, bianchi e lucenti.
Il tutto dura circa 15 minuti e non finisce qui, le telefonate alla redazione “La Nazione” , (il giornale di Firenze) arrivano a centinaia.
Il capocronista di allora, Giorgio Batini, sale sul tetto con altri colleghi e tutti vedono nitidamente oggetti luminosi procedere a velocità impressionante sopra il Duomo di Firenze.
Pochi minuti dopo l’avvistamento sopra il Duomo, nello stadio comunale inizia la partita di calcio Fiorentina-Pistoiese.
I testimoni che abbiamo intervistato ricordano ancora l’emozione di quei momenti.
All’inizio del secondo tempo l’intero stadio inizia a mormorare, tanto che l’arbitro è costretto a interrompere la partita.
I calciatori, i tecnici e tutto il pubblico presente rimangono undici minuti a osservare le evoluzioni degli oggetti volanti, che eseguono alcune manovre acrobatiche e sfrecciano via, muovendosi a zig zag.
La situazione è incredibile: un’intera città con il naso all’insù.
Dopo l’avvistamento, inoltre, per oltre mezz’ora Firenze viene ricoperta da una specie di neve appiccicosa che si dissolve al contatto delle mani.
Sia lo stesso giornalista Batini, che uno studente d’ingegneria, riescono a raccogliere un campione di quella strana ragnatela e lo fanno analizzare dalla facoltà di chimica.
Le tracce lasciate dai presunti UFO sono chiamate “capelli d’angelo” o bambagia silicea, e ne esistono circa 270 casi documentati dal Centro Ufologico Nazionale.

Non solo: nei giorni successivi a quel 27 ottobre, strane nevicate e avvistamenti simili a questi si sono susseguiti anche nel resto dell’Italia e in Francia.
Ma cosa potrebbero essere questi strani filamenti?
Dalla spettrografia risultano composti in prevalenza da boro e silicio.
Alcuni biologi ritengono che si tratti di una particolare ragnatela prodotta da una specie di aracnide migratore in grado di usare, per spostarsi, le correnti aeree.
Per altri studiosi, invece, ci troveremmo davanti ai residui chimici di lavorazione tessile dispersi nell’aria con il vento.
Altri ancora credono che si sia trattato di frammenti di una speciale “paglia” antiradar usata dagli aerei negli anni ’50.
Resta un dubbio: come è possibile che si sia arrivati a un fenomeno di così grande intensità?
Nella notte fra il 30 e il 31 dicembre 1979 a Pesaro, alcuni militari delle caserme “Cialdini” e “Del Monte” pare abbiano visto un oggetto luminoso scendere oltre il limite invalicabile del perimetro militare.
Sotto i loro occhi sembra che l’oggetto abbia compiuto delle evoluzioni, per poi scomparire velocemente dopo aver ripreso quota.
All’episodio avrebbero assistito non solo i giovani militari ma anche un ufficiale, un sottufficiale e le sentinelle di guardia quella notte.
Durante un accurato sopralluogo sul posto, si è visto che il terreno sorvolato dall’oggetto misterioso sembrava essersi indurito e inclinato rispetto a com’era prima dell’avvistamento.
Dell’avvenimento se ne occupò allora anche la stampa nazionale, ma pochissimo tempo dopo l’accaduto arrivò una dura smentita da parte delle autorità militari.
Inoltre, sembra che i giovani che sarebbero stati testimoni dell’episodio siano stati trasferiti in altre caserme con l’ordine categorico di non parlare più dell’accaduto.
Cosa avrebbero visto dunque quella notte in caserma?
Si è trattato veramente di un fatto senza spiegazione o è stato un caso di suggestione collettiva?
Negli anni Settanta, un altro caso italiano suscitò meraviglia e curiosità.
Sempre nel 1979, a Sant’Angelo di Treviso alle 11.30 del mattino, un Maresciallo dell’Aeronautica Militare stava rientrando da un volo di addestramento, quando gli venne chiesto dal controllo radar di intercettare un oggetto non identificato che volava sulla verticale dell’aeroporto.
Il militare, seguendo le coordinate della torre di controllo, si diresse sul luogo che gli era stato indicato e si ritrovò di fronte ad un oggetto sconosciuto “cilindrico, nero, di circa 8 metri con una cupola bianca”.
Avendo a bordo del suo aereo macchinari fotografici, il pilota riuscì a scattare ben 84 fotografie, compiendo numerose virate intorno all’oggetto misterioso, che nel frattempo rimaneva immobile e rigido nel cielo.
L’incredibile scena fu costantemente seguita anche da terra con dei binocoli, fino a che gli uomini radar non si sono accorti che dall’oggetto iniziava a fuoriuscire uno strano liquido blu.
Al Maresciallo venne allora dato ordine di allontanarsi in fretta mentre improvvisamente l’oggetto scomparve dagli schermi e dalla vista del pilota, come se si fosse disintegrato.
Nessuno però vide alcuna traccia di esplosione.
L’episodio fu rapidamente archiviato dalle autorità competenti.
L’Aeronautica Militare, nonostante le foto, ha sempre sostenuto che si era trattato di un grosso pallone-giocattolo volato incidentalmente in alto nel cielo.
Chi ha riscontrato nell’episodio un tipico caso di avvistamento ufologico ha fatto delle osservazioni che non passano di certo inosservate: i palloni gonfi d’aria difficilmente possono restare immobili e rigidi in cielo, soprattutto se un aereo gira loro ripetutamente intorno.

(Simone Giorgi)

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