La storia di Babbo Natale e della Befana

Babbo Natale:

Cari bambini e bambine, Babbo Natale esiste e la sua storia nasce in Turchia a Patara di Licia, 270 circa, da buon uomo divenuto Vescovo ed infine Santo: San Nicola.
Nicola era di famiglia benestante ma dedicò la sua vita a donare, oltre ai regali, gioia e felicità alle persone, egli aveva una lunga barba bianca e vestiva sempre di rosso.
La leggenda vuole che un nobile caduto in disgrazia andò da Nicola per parlare del futuro delle sue tre figlie le quali, senza un lavoro o una dote, non avrebbero mai potuto farsi una vita se non quella della strada. Nicola si commosse a tal punto che gettò nella casa delle ragazze un sacco di monete d’oro, ripetendo il gesto anche per la seconda notte, ma la terza trovò la finestra chiusa.
Il Vescovo non si arrese, si arrampicò sul tetto e gettò il sacco giù per il cammino.
Dopo la sua morte Nicola diventò Santo, la sua data di festeggiamento fu decisa dalla Chiesa cattolica e cade ancora oggi il 6 dicembre portando i doni tra la notte del 5 e il 6 dicembre.
San Nicola muore a Myra (oggi Demre), 6 dicembre 343.
Nel 1807 le spoglie di San Nicola, conservate nella città turca di Myra, furono portate a Bari dove vengono ancora oggi conservate e divenne anche il protettore della città.
Le reliquie del Santo vennero in seguito trasportate in diverse parti del mondo per tramandarne la storia, soprattutto nel Nord Europa, è da qui che nasce il mito di Babbo Natale così come lo conosciamo oggi.
La figura di Babbo Natale, chiamato anche Santa Claus, venne raccontata per lungo tempo dipingendolo come un uomo vestito di verde, e tornò ad essere il Babbo Natale in rosso che ancora oggi possiamo vedere grazie al suo divenire simbolo della coca cola, infatti nel 1931 Haddon Sundblom, uno degli illustratori più famosi di quell’epoca, creò l’immagine di Babbo Natale prendendo come spunto il suo vicino di casa e rifacendosi allo scrittore Clement C. Moore che, nel 1823 scrisse il racconto “Una visita di San Nicola”, lo descrive come “un vecchio elfo paffuto e grassottello”.
In conclusione cari bambini, comportatevi sempre bene tutto l’anno, così facendo potrete contare di ricevere i doni da Babbo Natale. Arriverà con la sua slitta volante trainata da otto renne e vi lascerà sotto l’albero o nel caminetto, la notte a cavallo tra il 24 e il 25 dicembre alla mezzanotte, i regali che avrete scritto nella vostra letterina, per poi tornare nella sua casa nel Circolo Polare Artico in Lapponia (Finlandia). Per quanto riguarda noi adulti; si dice che a Natale tutti dovrebbero essere più buoni, ma bisognerebbe esserlo tutto l’anno e non solo per una festa così sacra come la nascita di Bambin Gesù, per chi è credente.
Credo che prendere esempio da Babbo Natale, San Nicola, sarebbe una gran bella cosa. Un uomo che è riuscito a trasmettere l’amore collettivo in tutto il mondo in una sola notte magica.

La Befana:

La notte tra il 5 e 6 gennaio si festeggia l’Epifania. Mentre tutti dormono infila doni e dolcetti nelle calze dei bambini appese al caminetto, la Befana, una brutta vecchia strega con il nasone, la gobba, un vestito di stracci e il suo cappello, entra attraverso la cappa del camino.
La leggenda vuole che una sera bussarono alla sua porta i Re Magi che si erano messi in cammino per omaggiare la nascita del Bambin Gesù. Le domandarono dove fosse la strada per Betlemme e l’anziana gli indicò il percorso ma i Re Magi chiesero se poteva accompagnarli, ma lei non volle unirsi nel loro viaggio perché aveva troppe faccende da sbrigare.
Poco dopo però la befana si accorse di aver sbagliato a non accompagnare i Re Magi quindi uscì per raggiungerli ma non riuscì più a trovarli, bussò allora ad ogni porta consegnando un dono ad ogni bambino con la speranza che uno di loro fosse Gesù.
Così ha continuato a fare, da allora, per millenni, fino ad oggi, nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio a cavallo della sua scopa, e mai smetterà.
La Befana però lascia i dolci e le caramelle solo ai bambini che si sono comportati bene tutto l’anno, invece a quelli più monelli lascia solo del carbone dolce, perché infondo quest’anziana strega ama tutti i bambini e, come si dice, l’abito non fa il monaco.

(Simone Giorgi)

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