1947, i primi avvistamenti, i primi celebri contattisti e gli UFO sbarcano al cinema!

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Il 24 giugno 1947, il pilota privato statunitense Kenneth Arnold, mentre sorvolava il Monte Rainer, nei pressi di Washington, segnalò l’avvistamento di nove oggetti volanti misteriosi di colore argento che volteggiavano in una formazione “a cono”, rimbalzando e rincorrendosi sul pelo d’acqua, come dei grandi piatti rovesciati: da qui il nome di “Flying Saucers” o Piatti Volanti.
Da allora e negli anni successivi, le segnalazioni e gli avvistamenti dei cosiddetti UFO da parte di persone, aerei e navi militari non si sono più contate.
L’interesse, l’attenzione e l’alone di mistero che anche i mass-media crearono intorno all’argomento, fecero si che si arrivasse a parlare di un vero e proprio “fenomeno sociale”.
L’argomento accese talmente tanto l’immaginazione collettiva da far nascere, da un lato una moltitudine di appassionati (ufologi), dall’altro voci sempre più insistenti di persone che sostenevano di aver avuto addirittura contatti fisici o medianici con extraterrestri, vivendo anche uno “spazio temporale” del quale, dopo, ricordavano poco o niente (contattisti).
Con l’incontro ravvicinato di Kenneth Arnold sarebbe quindi cominciata un’ipotetica invasione extraterrestre? La risposta è no.
Arnold visse la sua esperienza alla fine della seconda guerra mondiale, quando i mezzi di comunicazione erano più disposti a diffondere notizie sensazionali.
Ma già in precedenza, durante quel tragico conflitto, molti piloti avevano segnalato incontri con “oggetti sconosciuti”, solo che in quel momento questo tipo di notizie passava in secondo piano.
Certo dal 1947 in poi le segnalazioni di avvistamenti si fanno sempre più numerose, raggiungendo punte massime tra gli anni 1967 e 1974.
Sempre in quell’anno, nello stesso periodo degli avvistamenti di Kenneth Arnold, in Nuova Zelanda, si segnalavano ripetuti avvistamenti di oggetti volanti, in particolare nella zona dello stretto di Cook, che divide l’isola del nord dall’isola del sud.
L’emozione e la paura che tali notizie suscitarono, spinsero un giornalista e un cameraman australiani a ricercare delle testimonianze oggettive, con la speranza di realizzare un servizio per la televisione per la quale lavoravano.
Fogarth e Crochett, questi sono i loro nomi, salirono su un piccolo aereo da trasporto alla volta della Nuova Zelanda.
Tutto procedeva normalmente, quando la torre di controllo di Wellington si mise in contatto con loro dicendo: <<un oggetto vola in formazione con voi>>.
Guardarono fuori ma niente di quanto riferito era visibile.
Il pilota spense le lucidi di navigazione e solo allora video chiaramente cinque luci intermittenti di dimensioni variabili, da una capocchia di spillo a una grossa palla, che volavano sotto di loro.
Naturalmente filmarono tutto ma, nonostante questo servizio sia una delle testimonianze più conosciute che ci siano, l’unica conclusione possibile è che non sapremo mai cosa realmente fossero quelle luci.
Si ipotizza solo che appartenessero a un “oggetto volante non identificato”.

I primi celebri contattisti:

L’eco dei tanti fenomeni raccontati nel mondo riguardo ai casi di contatti con entità aliene arrivò in modo incisivo anche in Italia intorno al 1950.
Il susseguirsi dei racconti ufologici e delle notizie da tutto il mondo favorirono la nascita della prima rivista ufologica italiana, “Spazio e vita” (1958-1959), sulla quale trovarono posto anche le storie relative alle vicende dei “contattisti”.
Come abbiamo accennato, contattisti sono coloro che affermano di essere in stretto contatto fisico, telepatico o medianico con entità provenienti da altri pianeti, esseri che in alcuni casi darebbero loro anche consigli o ammonimenti per l’umanità.
Molti contattisti sono divenuti famosi negli ultimi decenni: fra questi certamente ci sono George Adamsky, l’americano per il quale, peraltro, è stato coniato in America negli anni ’50 il termine “contattista”, e il messicano Carlos Diaz.

George Adamsky:

George Adamsky è considerato il capostipite dei contattisti, ma anche il più discusso.
Ha raccontato di essere stato su astronavi extraterrestri e di aver parlato con un gruppo di piloti originari di Venere, Marte e Saturno.
In uno dei suoi libri, intitolato “A bordo dei dischi volanti”, scritto nel 1955, Adamsky racconta di essere stato portato dagli stessi piloti all’ interno di due astronavi-madre cilindriche, orbitanti intorno alla Terra.
Afferma, inoltre, che gli esseri da lui incontrati sarebbero di un’intelligenza superiore ai terrestri, avrebbero facoltà telepatiche e conoscerebbero molto bene la lingua inglese.
E non è tutto, secondo Adamsky la razza umana discenderebbe direttamente dagli extraterrestri.

Carlos Diaz:

Carlos Diaz, fotografo professionista messicano, è riconosciuto a livello internazionale fra i più seguiti contattisti.
Da oltre vent’anni sarebbe testimone di numerosi avvenimenti ufologici e molti scienziati, ricercatori e funzionari del Governo degli Stati Uniti, pare abbiano confermato la veridicità dei materiali che lui ha prodotto.
C’è inoltre chi lo segue, sperando di trovarsi ad assistere a veri e propri incontri ravvicinati: si racconta, infatti, che avrebbe preannunciato sette avvistamenti in zone precise e che sarebbero avvenuti alla presenza di testimoni.
Lo studioso sostiene che non siamo soli nell’universo, ma che nel cosmo ci sarebbero moltissime altre forme di vita e che continuerà a divulgare le sue esperienze.

Gli UFO sbarcano al cinema:

La possibilità dell’ esistenza nel cosmo di extraterrestri, come scienziati e filosofi avevano già ipotizzato, ha colpito nel tempo anche la fantasia degli scrittori.
Dalla prima metà del 1900 si assiste, infatti, alla nascita di una vera e propria letteratura di fantascienza, particolarmente seguita durante la seconda Guerra Mondiale, con la conseguente paura di minacce concrete provenienti dallo spazio.
Negli anni ’50, un rinnovato interesse da parte degli scienziati per le eventuali forme di vita aliene, fece seguito alla scoperta del DNA, il codice genetico di ogni essere vivente.
Ma è con il cinema che il discorso sugli alieni diventa ancora più spettacolare e immediato, stimolando la fantasia degli spettatori più impressionabili, tanto che alcuni arrivarono addirittura a credere di vedere astronavi nei luoghi più impensati.
Bisogna ricordare che in America negli anni ’50 si era da poco conclusa una guerra molto dura, anche se vinta, l’alieno era identificato con il nemico.
Il numero di film che parlano di extraterrestri prodotti negli ultimi 50 anni è altissimo, ed è proprio negli Stati Uniti che gli UFO conquistano un posto di enorme importanza nel panorama cinematografico.
All’interno dei film di fantascienza che parlano di UFO, bisogna fare una distinzione: all’inizio il ruolo dell’extraterrestre era soprattutto quello del nemico.
I dischi volanti erano visti come veicoli alieni invasori che minacciano la sicurezza mondiale, e in particolare, la libertà americana.
Nella Guerra dei Mondi, 1953, di Byron Haskin, si narra di un meteorite che precipita nei pressi di una piccola comunità.
Gli abitanti sono spaventati e incuriositi, alcuni si avvicinano all’oggetto alzando una bandiera bianca in segno di pace, ma dalla cima del meteorite esce un tentacolo metallico, con sopra una sfera luminosa, improvvisamente li disintegra, colpendoli con un raggio mortale.
Gli invasori in seguito verranno sconfitti dai virus degli uomini i quali, sono diventati immuni ai loro attacchi.
E’ stata quindi la natura e non gli uomini a sconfiggere gli extraterrestri, quasi che, riprendendo una famosa battuta del film, “gli alieni fossero morti per un raffreddore”.
Questo film, premio Oscar per gli effetti speciali, prende spunto dal romanzo omonimo di H.G.Wells del 1898, al quale aveva già guardato Orson Welles per uno “scherzo” trasmesso anni prima durante uno sceneggiato radiofonico, talmente realistico da seminare il panico fra la popolazione americana.
E’ importante ricordare lo storico Viaggio sulla Luna, che risale addirittura al 1902.
Tratto dai romanzi Dalla Terra alla Luna di Jules Verne e il primo uomo sulla Luna di H.G.Wells, è considerato il capostipite dei film di fantascienza.
Una delle scene iniziali della pellicola, che è muta e in bianco e nero, è l’immagine di una navicella spaziale che si schianta sulla Luna e che nel film è raffigurata con un volto umano: questa prima immagine fantastica è rimasta scolpita nella storia del cinema.
Nel 1956 esce il film L’invasione degli ultracorpi di Don Siegel, molto amato in quel periodo.
E’ la storia di alcuni alieni vegetali che, invadendo una piccola cittadina americana, “copiano” l’uomo e lo sostituiscono con sosia decerebrati, cioè senza cervello, impadronendosi quindi del loro corpo e della loro volontà.
In qusto film gli alieni sono raffigurati come cattivissimi…
Quando nel 1968 uscì nelle sale cinematografiche il film di Stanley Kubrick 2001: odissea nello spazio, molti lo considerarono forse il capolavoro assoluto del cinema di fantascienza.
Un monolite nero che simboleggia l’intelligenza, e un uomo-scimmia che al suo apparire sulla Terra scopre che degli oggetti possono essere usati come attrezzi.
Nel film non appaiono gli extraterrestri, ma alla fine si capirà che avevano intenzioni amichevoli.
Il film che più di ogni altro rappresenta il “sogno ufologico” collettivo è Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg, anno 1977, in cui il regista sceglie di mostrare il rapporto con gli alieni in positivo, tanto da farceli vedere quasi angelici.
Si narra di una serie di apparizioni misteriose nei cieli degli Stati Uniti, che tengono migliaia di persone con gli occhi rivolti in su, di un susseguirsi di fatti inspiegabili e degli UFO che infine appaiono, riportando a casa persone che prima avevano catturato per stabilire con gli umani un contatto pacifico.
Un film dove tutti, o quasi, sono buoni, e non ci sono aggressioni o devastazioni cosmiche.
La parola “alien” in lingua inglese vuol dire “alieno, altro” e, in questo caso “l’altro” rappresenta il terrore delle invasioni nel senso più ampio e globale.
L’alieno più famoso al mondo è il protagonista dell’omonimo film del 1979 con Sigourney Weaver firmato da Ridley Scott, Alien, con un mostruoso extraterrestre che semina morte a bordo dell’astronave cargo Nostromo.
Una creatura che ha fruttato un Oscar per gli effetti visivi all’italiano Carlo Rambaldi e che ha dato vita a ben altri tre film: Alien scontro finale, Alien 3 e Alien la clonazione.
Il film che ha suscitato le più forti emozioni, in grandi e piccoli, è sicuramente E.T L’extraterrestre, ancora di Steven Spielberg, anno 1982.
Il piccolo alieno abbandonato sulla Terra dai suoi simili costretti a scappare, viene protetto e nascosto dai bambini per evitare che gli adulti gli facciano del male.
Un film che fa sognare, con la tenera e commovente amicizia, fra un bambino di undici anni e un extraterrestre.
Negli anni successivi, però, le teorie e le paure sugli UFO aumentano, e si assiste a un improvviso ritorno degli alieni cattivi, come in Independence Day, girato nel 1996 da Roland Emmerich, un film di enorme successo che ha saputo mostrare la “febbre da UFO” propria di quegli anni.
La sagoma dell’immensa astronave che copre lo schermo con la sua mole spaventosa, fa ritornare la paura che la Terra stia per ripiombare in qualcosa di terribile, ma ci regala anche degli effetti speciali straordinari.
Questo film ha in comune con altre pellicole di fantascienza la convinzione che gli americani sappiano molto di più sugli extraterrestri di quanto non vogliano farci credere.
Dagli anni ’90 in poi, sono state ancora molte le produzioni di film che parlano di fantascienza, ma la maggior parte di queste riguardano principalmente “fiction futuristiche”, piuttosto che storie su UFO o alieni: sembra quasi che si dia per scontata l’esistenza di altre forme di vita, e che il “diverso” ormai non faccia più così paura.
A parte il remake della Guerra dei Mondi, un ritorno di Steven Spielberg alla fantascienza.
Qui gli extraterrestri si tolgono i panni dei buoni che hanno indossato negli altri film del regista americano, per diventare dei feroci sterminatori.
Ma il film non incanta come i precedenti: forse neanche Spielberg crede più al “pericolo UFO”.

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(Simone Giorgi)

 

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