Le linee di Nazca

L’altopiano di Nazca si trova nel Perù meridionale, si estende su una superficie di circa 500 chilometri quadrati, ed è composto prevalentemente da sabbia e argilla.
Eppure, in questo luogo semi desertico, i misteri sono di casa e ancora oggi rappresentano uno degli enigmi più affascinanti dell’archeologia mondiale.
La civiltà dei Nazca si è sviluppata in questa zona tra il II secolo a.C e il VI secolo d.C e il loro popolo era importante, anche se poco conosciuto.
Una missione italiana li ha studiati a fondo: cosi sappiamo che vivevano in diversi villaggi, erano abili agricoltore, amanti della musica e le loro cerimonie si svolgevano intorno ad una grande piramide di mattoni.
Una piramide, come il resto degli edifici dedicati ai riti sacri, pare che abbiano abbandonato intorno al 1500 quando hanno anche smesso di tracciare le loro enormi linee sul terreno.
Nel 1920 un pilota dell’aviazione peruviana, mentre sorvolava la regione meridionale del paese, notò degli strani segni incisi sul terreno: una serie di linee dritte, lunghe svariati chilometri e altre altrettanto grandi, che rappresentavano figure di animali, di persone o disegni astratti.
Ma il particolare strabiliante era che le immagini, viste a livello del terreno, apparivano solo come degli incomprensibili segni sulla sabbia del deserto.
Insomma, sembrava proprio che per realizzare linee e disegni di questo tipo fosse stato necessario volare.E’incominciato cosi il mistero di Nazca.
Tra le immagini più spettacolari per forma e precisione ci sono: gigantesche trapezi, rettangoli e triangoli che, correndo per chilometri, si intersecano tra loro superando avvallamenti, attraversando colline o terreni accidentati, ma mai deviando da un percorso rettilineo.
E poi, vari tipi di animali dalle dimensioni gigantesche, come il condor o il colibrì, una scimmia, un serpente, una lucertola lunga addirittura 180 metri, una balena e anche uomini con la testa circondata da aureole splendenti, quasi fossero davvero venuti dallo spazio.
Ma forse, l’immagine più misteriosa di tutta Nazca è quella del ragno: rappresentata con precisione, una fra le specie più rare al mondo, il ragno “ricinulei”, che vive nelle zone più inaccessibili dell’Amazzonia.
La sua descrizione è talmente accurata da mostrare addirittura l’organo di riproduzione dell’insetto, situato all’estremità della zampa destra e che nella realtà è visibile solo al microscopio elettronico.
Com’è possibile che queste figure siano state realizzate con tanta precisione di proporzioni? Perché sono riprodotti animali che non c’entrano minimamente con l’ambiente desertico?

La stranezza e il fascino di questi disegni colpirono anche il geografo americano Paul Kosok, che si accorse della loro esistenza nel 1941, mentre sorvolava la zona di Nazca insieme alla moglie Rose.
Le grandi dimensioni di questi disegni lo incuriosirono a tal punto che per otto anni si dedicò allo studio di questo mistero, nel tentativo di scoprirne il segreto.
Dopo numerose ricerche, Kosok giunse alla conclusione che quelle righe rappresentavano un calendario astronomico.
Della stessa teoria era convinta anche l’astronoma tedesca Maria Reiche, che ha dedicato tutta la vita allo studio di Nazca, secondo la quale gli animali e le figure geometriche puntate verso le maggiori stelle, rappresentavano un enorme calendario per calcolare il tempo e stabilire i giusti periodi per la semina e per il raccolto.
Un’altra ipotesi sostiene invece, che le grandi linee di Nazca, sarebbero nate come una specie di segnaletica per gli Ufo contenente le informazioni necessarie ai nostri visitatori extraterrestri.
Ma il terreno particolarmente fragile del deserto, sarebbe stato in grado di permettere atterraggi di astronavi?
Ma il mistero che resta è quello di come sia stato possibile realizzare disegni enormi.
Una teoria indica la soluzione del pallone aerostatico che, secondo alcuni scienziati, forse gli Indios di Nazca avevano scoperto già in epoche lontane, così da riuscire a realizzare i disegni controllandoli dall’alto.
Il ritrovamento nella zona di reperti raffiguranti oggetti simili a una mongolfiera ha rafforzato l’ipotesi tanto che , nel 1975, alcuni scienziati tentarono un esperimento costruendone una con materiali reperibili all’epoca.
Rimasero delusi, perché quel tipo di mongolfiera poteva compiere solo brevissimi tragitti e non avrebbe potuto seguire i lavori.
Insomma, perché e come siano state create le linee di Nazca? Ancora oggi non è noto e il mistero di questo arido altopiano del Perù rimane un rompicapo per gli studiosi.

(Simone Giorgi)

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