Men In Black

Il 3 maggio 1975, Carlos Antonio De Los Santos Montiel stava volando verso la Città del Messico, quando il suo aereo cominciò a barcollare senza un motivo apparente.
Qualche istante dopo il pilota avvistò un oggetto grigio a forma di disco di circa tre metri, proprio al di sopra dell’ ala destra dell’ aereo.
Contemporaneamente, un secondo corpo simile al primo volava alla sua sinistra.
Ma la cosa che lo spaventò più di tutte, fu un terzo oggetto che passò sotto di lui, così vicino da toccare e graffiare il fondo della fusoliera.
De Los Santos era terrorizzato e la sua paura aumentò quando si accorse che le apparecchiature di controllo si erano bloccate ma, nonostante ciò, non riusci a controllarle l’ aereo che continuava a volare ad una velocità costante di 320 chilometri l’ora.
Quando gli UFO non furono più visibili, riprese il controllo dell’ aereo e avvisò immediatamente l’ aeroporto della Città del Messico, piangendo per l’ emozione.
La torre di controllo ascoltò la sua comunicazione, visto che essa stessa aveva individuato gli oggetti sul radar, notando poi che avevano virato di 270 gradi a una velocità di 828 chilometri orari nell’arco di soli cinque chilometri.
Il controllore del radar disse in seguito di non aver mai visto niente di simile.
Sui radar di terra, i tre oggetti erano stati visti convergere e dirigersi rapidamente verso il Monte Popocatepetl.
Il pilota fortunatamente era atterrato incolume, ma la sua brutta esperienza non era ancora finita, qualcuno doveva farlo tacere se avesse raccontato la sua esperienza, quindi fanno la loro comparsa in MIB (Man In Black).
Essi sono uomini in nero,da “men in black” in inglese indicano i presunti personaggi, forse appartenenti ai servizi segreti, che agiscono con l’ intenzione di impedire la diffusione di notizie sugli UFO, agendo sui testimoni al cui fine di spaventarli e minacciarli.
Il nome Man In Black deriva dal loro abbigliamento: infatti, sembra che siano sempre vestiti completamente di nero e si agirebbero anche nei dintorni dell’ Area 51.

L’ avvistamento ricevette un’ ampia pubblicità dalla stampa messicana e due settimane dopo ci fu chiesto di partecipare a un programma televisivo per raccontare ciò che aveva visto e, sebbene fosse riluttante, De Los Santos accettò.
Ma il giorno in cui avrebbe dovuto presentarsi (racconta il pilota) mentre si dirigeva in macchina verso la stazione televisiva, fu superato e costretto a fermarsi da due grandi berline, dalle quali uscirono velocemente quattro uomini alti, dalle ampie spalle e vestiti di nero, che gli proibirono di parlare con chiunque del suo avvistamento, minacciandolo addirittura la sua vita e quella dei suoi cari.
Dopo due giorni, egli riferì l’ accaduto a Pedro Ferriz, il conduttore della trasmissione alla quale avrebbe dovuto partecipare e Ferriz, appassionato di UFO, gli disse di aver già sentito parlare di strani “uomini in nero” che avevano fatto minacce ad altri testimoni oculari, ma lo convinse a rilasciare l’ intervista dichiarandosi certo che non gli sarebbe successo niente.
Un mese dopo Carlos si stava recando a un incontro con il dottor Allen Hynek, l’astronomo che era stato consulente scientifico per l’Aeronautica Statunitense sulle questioni riguardanti gli UFO e che lo aveva invitato a pranzare con lui per conoscere la sua esperienza, ma fu fermato dagli stessi uomini che lo avevano minacciato la volta precedente, ripetendogli di non parlare con nessuno e lo strattonarono rimandandolo indietro.
Testimoniano i militari:
Il 5 marzo 2004, l’Aviazione Messicana dichiara: << UFO avvistati in cielo >>.
Sembra, infatti, che un velivolo militare abbia filmato oggetti non identificati che si moltiplicavano e che acceleravano a velocità impressionante nel cielo di Ciudad Del Carmen, in Messico.
I piloti non capivano cosa fossero quei punti luminosi che si muovevano velocissimi, ma quando l’ aereo è stato circondato, hanno pensato che si trattasse di UFO.
Il filmato con le immagini dell’ avvistamento è stato consegnato al Comandante in Capo delle Forze Armate Messicane, Clemente Vega Garcia, che dopo le opportune verifiche, ha deciso di consegnarlo alla televisione locale “televisa”.
Le immagini di questo filmato hanno fatto il giro del mondo.

(Simone Giorgi)

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