I Berserkir

Di questi individui particolari si hanno poche notizie, le stesse spesso in contrasto fra loro. Nelle popolazioni erano meglio conosciuti come uomini-orso.

I Berserkir, al singolare Berserkr, erano feroci guerrieri scandinavi devoti al dio Odino nella sua forma di Voden, furore. Prima della battaglia entravano in uno stato mentale di furia, detto berserksgangr, che li rendeva feroci e insensibili al dolore, una sorta di stato di trance.

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Erano iracondi, molto abili e assestati del sangue dei nemici.

Leggenda vuole che questi uomini si trasformassero in battaglia, nei casi estremi, in enormi orsi. Non potevano essere sconfitti a meno che non venissero privati del cuore e della testa. Trasformati prendevano il nome di björn, come riferimento all’orso.

Sembravano combattere inconsapevoli dei movimenti del loro corpo, essi vivevano insieme come un grande branco, bevendo sangue di animali dotati di grande forza.

Alcuni li chiamavano “i posseduti dallo spirito dell’orso”, considerati indomiti guerrieri dalla forza e dal coraggio sovrumani, con il cristianesimo divennero “i posseduti dal demonio” e quindi figure negative dalle quali stare in guardia.

Per altri ancora erano l’incarnazione di spiriti di lupo, si dice mordessero fino alla morte i nemici. Lupi dalla grandezza smisurata, come tori.

Non si esclude l’impiego di prodotti psicoattivi che avrebbero avuto il ruolo di enfatizzare la condizione dei guerrieri, attraverso lo stato alterato di coscienza collettivi.

La loro furia poteva giungere in un qualunque momento, iniziava con un tremolio proseguendo con una sensazione di freddo nel corpo.
Quando la rabbia si esauriva, il Berserkr risultava stremato e questa condizione poteva protrarsi per giorni.

Secondo altre fonti e su basi di ricostruzioni storico-geografiche del genoma umano, tuttavia non ancora confermate, furono individuate tra i Berserkir le origini della malattia rara conosciuta come porfiria, nota nel Medioevo come “licantropia”. La porfiria sarebbe dovuta al lungo isolamento ed all’adattamento in regioni scarsamente soleggiate con un’alimentazione a base di sangue e latte di renna, in un territorio ostile popolato da predatori competitivi, come l’orso ed il lupo.

Si crede che ce ne siano ancora in vita e che si nascondano in attesa del ritorno in auge degli Dei scandinavi, attendono la loro chiamata.

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(Eleonora Monti)

 

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