Ouroboros

Il Dragone Ermetico, meglio noto come Uroboro, è uno dei simboli alchemici che ricorrono con più frequenza quando si parla di Alchimia. Il serpente che si morde la coda, simbolo della continua rinascita e dell’eternità.Questa enorme creatura sarebbe stata la chiave per arrivare a tutte le trasmutazioni della materia. Materia che veniva sottoposta ad una serie di trattamenti che l’avrebbero trasformata prima in ognuno dei quattro elementi: aria, fuoco, acqua e terra, fino a ricavarne poi la quinta essenza, denominata Pietra Filosofale.

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Credenza vuole che fosse il serpente del paradiso, colui che aveva insinuato nell’uomo la bramosia della conoscenza. Dalla connotazione negativa attribuitagli nel paradiso passò a figura positiva tra gli gnostici, data la sua presenza essenziale, sempre metaforicamente parlando, nel trasmutare la materia in oro, fino ad arrivare al Dragone degli ermetici, dove non è più buono o cattivo, ma è indispensabile equilibrio tra le parti per raggiungere l’immortalità.
La simbologia dell’Uroboro esprime proprio questa duplicità delle cose e l’equilibrio delle stesse, senza il quale non si otterrebbe nessun cambiamento. Metà bianco e metà nero raffigura il bene e il male, la luce e l’oscurità ed ogni cosa con il proprio opposto.
Chiave degli alchimisti era il mercurio, la sua trasmutazione era la base per far mutare la materia in oro, il serpente raffigura proprio questo elemento.
L’allegoria della trasmutazione vedrebbe l’Uroboro vivere in una foresta incontaminata; per ottenerne i benefici è necessario ucciderlo ed aspettare che vada in putrefazione così che si mescolino il nero e il bianco e si ottenga la rossa rigenerazione.
Molti sono i riferimenti religiosi nell’ermetismo, dalla cui base si passa ogni volta ad una trasformazione, di conoscenza, fino a superarne i limiti, andarne oltre per inseguire il grande mistero ancora celato tra le pagine degli alchimisti, la ricerca dell’immortalità.

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(Eleonora Monti)

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