I mostri nella mitologia

Introduzione:

Fin dalla notte dei tempi, l’uomo ha sempre narrato dell’esistenza di strane creature terrificanti. Alcuni dicono che queste storie sono tramandante, altri parlano di testimonianze personali. Ma alla fine queste leggende, sono frutto semplicemente
dell’immaginario umano oppure dietro a tutto ciò, si cela un pizzico di verità? Questo ancora non possiamo dirlo con certezza, ma nel frattempo ecco a voi una lista, della creature più conosciute.

– Arpie:

Nella mitologia greca sono raffigurate con viso di donna e busto da uccello rapace, con ali e artigli affilati. Lo scrittore Esiodo racconta l’esistenza di due sorelle arpie, Aello (burrasca) e Ocipete (vola svelta) figlie di Taumante ed Elettra, ma Virgilio
nell’Eneide descrisse l’esistenza di una terza sorella di nome Celeno (oscura). Nell’ odissea, queste creature vengono riportate come portatrici di tempeste marine, burrasche e nei rapimenti dei naufraghi.

– Centauri:

Creatura metà uomo e metà cavallo, nella mitologia queste creature abitano nei boschi di Tessaglia, il loro capostipite si chiamava Centauro, e nacque dall’unione del re dei Lapiti Issione e della Dea Era. Nei racconti, vengono sempre descritti con
un carattere selvaggio brutale e violento. Di queste creature, il più “famoso” di tutti rimane Chirone, amico degli uomini, che affiancò Ercole, nella lotta contro dei centauri malvagi e vi rimase ferito in modo mortale a causa di una freccia. Chirone chiese di
morire nonostante fosse immortale, così grazie a Prometeo che gli cedette la mortalità, il centauro trovo una volta per tutte la pace eterna.

– Cerbero:

Un terribile cane a tre teste figlio dei mostruosi Echidna e Tifone, raffigurato con coda di drago e teste di serpente lungo la spina dorsale. Aveva il compito di sorvegliare l’ingresso dell’Ade il mondo degli inferi, impedendo l’uscita dei morti e
l’ingresso dei vivi. Le tre teste del mostro, simboleggiano la distruzione del passato, del presente e del futuro, nel medioevo la figura di cerbero rappresenta l’ingordigia e la voracità.

– Chimera:

Figlia di Echidna e di Tifone, questo mostro aveva la testa di un leone, il ventre di una capra e la coda di un drago. La leggenda narra, che per diversi anni porto morte e distruzione nelle coste dell’ odierna Turchia, sputando fuoco e fiamme
distruggeva i campi coltivati. Sempre secondo la leggenda a fermarlo fu Bellerofonte che grazie a uno stratagemma, montò Pegaso, il cavallo alato e riuscì a conficcare la punta della sua lancia nella bocca del mostro, le fauci infuocate del mostro sciolsero il
piombo della punta del giavellotto scendendo come una colata rovente all’interno della creatura uccidendola. Nel simbolismo, la Chimera rappresenta l’inafferrabile, l’irraggiungibile, il sogno che ogni uomo insegue per tutta la vita, senza pero mai
conquistarlo.

– Gorgoni e Medusa:

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Le sorelle gorgoni dette anche Forcidi dal nome del padre, erano figlie di Ceto un mostro oceanico e Forco una divinità marina. Le gorgoni avevano lunghi denti sporgenti, ampie chiome di serpi e unghie leonine alle mani e ai piedi, ma da
quello che dice la leggenda, e che all’inizio erano creature bellissime poi tramutate in mostri. Secondo Esiodo, le gorgoni erano tre: Stheno (la violenta), Euryale (l’errante che arriva in ogni dove), queste due erano le immortali e non potevano invecchiare,
l’ultima la più famosa e mortale delle sorelle, Medusa (la potente). Caratteristica delle gorgoni e di Medusa, e che queste potevano pietrificare con lo sguardo. Tornando a Medusa, la leggenda racconta, che questa venne uccisa da Perseo che le staccò la
testa. Si dice che nonostante la testa sia stata staccata dal corpo, questa avesse ancora il potere di pietrificare e che poteva essere usata come arma.

– Satiri:

Nati dall’unione di Mercurio con la ninfa Istima, sono ricorrenti nella mitologia greca e romana, queste creature sono rappresentate con aspetto umano, piccole corna sulla testa, lunghe orecchie, piedi di capra e una piccola coda. Molto pelosi amano
suonare rudimentali strumenti a fiato in legno, come pifferi e flauti, si dedicano alla caccia e abitano in grotte e boschi dove si aggirano per adescare le ninfe. Sono di carattere dispettoso, ironico e allegro, amano il vino erano spesso al seguito del Dio Bacco.
Il satiro viene considerato la personificazione della fertilità e della forza vitale della natura.

– Fauno:

Per meta uomo e per meta capra, si narra che il fauno, fosse il Dio della campagna e dei boschi e protettore di tutti i loro abitanti. Con un carattere mansueto e pacifico trascorre le giornate cacciando e a corteggiare le ninfe, nella tradizione romana
veniva riconosciuto come una divinità e gli venivano rivolte solenni preghiere e suppliche, i suoi oracoli venivano tenuti in grandissima considerazione. Nel Medioevo questa figura venne associata spesso a quella del satiro.

– L’Idra di Lerna:

Un mostro con 9 teste, di cui una quella centrale era immortale. La sua particolarità era, che appena gli veniva tagliata una testa, subito ne ricrescevano altre due. Questa creatura viveva nella palude di Lerna e distruggeva qualsiasi cosa gli
capitava a tiro.

– Grifone:

Mostri originari dell’Oriente, con corpo e testa di leone, ali d’aquila, lunghe orecchie di cavallo e una coda simile a quella di serpente. Nella mitologia greca i carri di Zeus, di Apollo e di Nemesi erano tirati da queste creature. Il grifone è utilizzato per
rappresentare emblemi araldici, in modo in cui viene rappresentato, cioè con il corpo di aquila e di leone, rappresenta la vittoria e la potenza (aquila), la vigilanza e il coraggio (leone).

– Scilla e Cariddi:

Sullo scoglio dello Stretto di Messina vivevano due mostruose creature, la prima si chiamava Cariddi figlia della Terra e di Poseidone. Cariddi era il simbolo della voracità. Secondo la mitologia greca tre volte al giorno questa creatura,
divorava enormi quantità di acqua che scorreva davanti a lei, con tutto ciò che conteneva navi incluse, per poi rigettare tutto in mar. Sulla parte opposta dello Stretto un’altro pericolo attendeva il passaggio di barche e naviganti, il suo nome era Scilla, figlia di
Niso e Re Megara, un mostro marino da cui i fianchi spuntavano cani inferociti. Secondo la leggenda questa fanciulla, diventò un mostro, perchè la maga Circe venne rifiutata da Glauco, che preferì Scilla a lei, la maga per vendicarsi di questo, verso un
intruglio di erbe nella fonte d’acqua preferita da Scilla, che appena si bagnò, diventò un mostro.

– Talo:

Creato dal Dio Efesto come regalo per Re Minosse. Talo era un robot di bronzo invulnerabile in ogni parte del corpo, tranne che nella parte bassa della gamba dove si trovava una piccola vena chiusa da un perno. Questa specie di robot, aveva il compito
di proteggere l’Isola di Creta dagli stranieri che potessero entrarvi, ma allo tempo, controllava che i cretesi non uscissero dall’isola senza il permesso del re.

– Unicorno:

Quadrupede con una lunga e appuntita escrescenza al centro della fronte. Presente in varie culture viene rappresentato a volte come un capretto o come cervo. Nelle leggende arabe in forma di lepre e in occidente come un cavallo. L’elemento
principale, che contraddistingue questo animale è l’unicità del corno e del suo inestimabile valore, infatti questo avrebbe dei poteri terapeutici e sarebbe in grado di guarire l’epilessia e le convulsioni. Se questo corno venisse mozzato o rimosso, l’unicorno
irrimediabilmente sarebbe destinato a morire.

– Titani:

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Divinità che regnavano sul mondo, figli di Urano e Gea. I titani erano dodici: sei maschi (Oceano, Crio, Ceo, Iperione, Giapeto e Crono) e sei femmine, la titanidi ( Teia, Temi, Mnemosine, Febe, Teti, Rea). Il più giovane dei titani Crono, detronizzò il
padre Urano ed ebbe cosi origine la stirpe degli dei che regno sull’Olimpo, il piu grande fu Zeus. Zeus figlio di Crono, volle a sua volta spodestare il padre e aiutato dagli altri dei suoi fratelli, intraprese una lotta per conquistare il trono. Nella Teogonia, Esiodo
narra la vicenda di questa terribile guerra, che durò ben dieci lunghi anni e si concluse con la vittoria di Zeus. Egli insieme agli altri dei dell’Olimpo conquistò il cielo e fece precipitare tutti i titani nel Tartaro (inferi). In questo luogo affidò il controllo dei titani agli
ecatonchiri, dei mostri con cento braccia.

– Ciclopi:

Secondo Esiodo originariamente i ciclopi erano tre: Bronte, Sterpe e Arge, figli di Urano e Gea. Esseri giganteschi e conoscitori dell’arte della lavorazione del ferro, erano loro che forgiavano i fulmini a Giove, ma in seguito abbandonarono quest’arte
che già veniva praticata dai loro antenati per dedicarsi alla pastorizia vivendo in solitudine tra le caverne. Il ciclope più famoso che si ricordi è Polifemo, che venne sconfitto da Ulisse.

 -Minotauro:

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Metà uomo e metà toro, figlio divino di Poseidone e di Pasifae regina di Creta, il minotauro simboleggia la parte più istintiva dell’uomo. Il re di Creta Minosse, chiese al Dio del mare Poseidone di donargli un toro per avere una sua approvazione e benedizione, a dimostrazione che il re poteva governare il proprio regno anche con il consenso degli Dei. Poseidone accettò e gli donò un bellissimo toro di un bianco stupefacente da essere però sacrificato. Il re però innamoratosi dell’estrema bellezza dell’animale, se lo tenne per se e dato che aveva una forza sorprendete, lo usò come monta per le sue mandrie. Il Dio, si infuriò cosi tanto da trasformare il bellissimo toro in un animale violento e pericoloso, facendo in modo che la regina Pasifae si innamorasse dell’animale, da questa unione nacque il minotauro (termine che deriva appunto da ‘minos’, per i cretesi significa re, e con il stermine ‘tauro’ che signigica toro).

-Sirene:

Già nel 5000 a.C, in Mesopotamia si parlava di una creatura leggendaria metà umana e metà pesce chiamata Oannes. I Babilonesi credevano che fosse il Dio che all’alba lasciava il mare da uomo, per farvi ritorno la notte come pesce. Nella mitologia greca invece, la sirene avevano le ali e con il loro canto maestoso attiravano tutti i marinai, portandoli poi ad infrangersi contro gli scogli, per poi divorarli.

-Echidna:

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Madre di tutti i mostri e moglie di Tifone, era un mostro metà donna e metà serpente, dall’unione con il marito nacquero i figli più spaventosi della mitologia ( Cerbero, Chimera, Faia, Idra di Lerna, Leone di Nemea, Ortro e Sfinge).

-Tifone:

Figlio di Tartaro e Gea, Tifone aveva cento draghi al posto delle dita, le gambe circondate da vipere, i suoi occhi scintillanti di fiamme e aveva due ali per essere più veloce. Si dice che alla sua apparizione gli Dei fuggivano in Egitto. Sposò Echidna con cui ebbe numerosi figli, Tifone inoltre rappresenta la personificazione dei cataclismi tellurici e delle eruzioni vulcaniche.

-Argo:

Un terribile mostro con cento occhi che fu ucciso da Mercurio, e in seguito alla sua uccisione, Giunone la potentissima regina degli Dei sparse i suoi occhi sulla coda di un pavone.

-Faia:

Concepita da Tifone e da Echidna, questo mostro era una ferocissima scrofa che infestava le pianure presso Megara, fu uccisa da Teseo.

-Gerione:

Figlio di Crisaore e di Calliroe nonché fratello di Echidna, era un gigante con tre corpi dal ventre in su fu, ucciso nella decima fatica da Ercole.

-Leone di Nemea:

Nato dall’unione tra Tifone ed Echidna, questo mostro viveva seminando morte e distruzione nella regione di Nemea, fu ucciso da Ercole nella sua prima fatica.

-Ortro:

Ortro era un cane con due teste, figlio di Tifone ed Echidna, che custodiva i buoi di Gerione, suo zio.

-Sfinge:

Generata dall’unione tra Tifone ed Echidna, questa creatura aveva la testa di donna ed il corpo di leone alato, l’eroe Teseo riuscì a risolvere il suo enigma e la fece precipitare dalla rupe sulla quale era appostata

-Viverna:

Simile a un drago, lunga 10 metri e di colore marrone con sfumature verdi e grigie e dalle ali simili a quelli dei pipistrelli, che possono raggiungere un ampiezza di 15 metri e un pungiglione come quello dello scorpione sull estremita della coda. La Viverna non possiede zampe anteriori ma possiede enormi fauci e occhi color rosso fiamma. Di origine romana venne considerata portatrice di pestilenza in tutta Europa, mentre nel medioevo era identificata come Lucifero.

-Fenice:

Leggendario animale originario dall’Etiopia e consacrato al sole dagli antichi Egizi, il primo a parlarne fu Erodoto e lo descrisse come una grande aquila con le ali dai colori vivaci. La fenice non può riprodursi è unica nella sua specie, e quando sta per morire raccoglie delle piante aromatiche e forma una pira, sopra la quale si lascia morire bruciata viva per poi risorgere dalle sue stesse ceneri. Nell’antico Egitto la sua rinascita richiamava quella ciclica del sole, mentre secondo le tradizioni alchemiche il suo risorgere simboleggia il principio basilare che ‘nulla si crea e nulla si distrugge’.

-Basilisco:

Una creatura mostruosa e terribile, viene descritta dallo storico naturalista Plinio il Vecchio. Lo descrisse come un drago con una corona d’oro sulla testa e quest’ultima simile a quella di un gallo, grandi ali spinose, e coda di serpente. Il mito vuole che questa creatura, sia nata da un uovo di gallina, fecondato da una biscia e covato da un rospo.

 -Leviatano:

Il mostro più terribile descritto nella Bibbia, un mostro marino dalla forza eccezionale creato da Dio per “scherzar con esso”. Nell’Antico Testamento, nel Libro di Giobbe, viene descritto come un serpente tortuoso simbolo della potenza di del Creatore e del caos primordiale.

-Behemot:

Un mostro terrificante, anche lui descritto nella Bibbia e nel Libro di Giobbe. E’ il primo degli esseri creati da Dio, beve un fiume senza scomporsi, riposa all’ombra dei canneti e nei luoghi paludosi e non si scompone neanche se le acque del fiume Giordano gli arrivano a fino al muso. Gli scienziati si sono sempre chiesti quale animale possa essere con delle caratteristiche simili, e sono giunti alla conclusione che possa trattarsi di un ippopotamo, di una sorta di mammut o addirittura a un misterioso dinosauro africano.

 -Ippogrifo:

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Nella mitologia greca e romana, questa creatura viene descritta con il corpo e le zampe posteriori di cavallo e con la testa, le ali e le zampe di un’aquila. Nel rinascimento la figura dell’ippogrifo viene narrata da Ludovico Ariosto nell’Orlando Furioso, l’autore ci racconta che questa creatura è nata dall’unione di una giumenta con un grifone e simboleggia un qualcosa di impossibile da ottenere, per questo motivo l’autore scelse questa mostro mitologico, proprio per simboleggiare l’amore impossibile con l’amata Angelica.

-Pegaso:

Magico cavallo alato, Pegaso nasce secondo la mitologia greca da Medusa e Poseidone nel momento in cui Perseo taglia la testa alla madre. Simboleggia eventi infausti quali le tempeste, pegaso rappresenta il traghettatore dell’Aldilà. Il suo nome pegh ‘sorgente’ proprio perche secondo a vari autori la sua nascita deriverebbe dalle sorgenti dell’Oceano.

 -Fenrir:

Un lupo gigantesco figlio del Dio Loki e dell’orchessa Angrbodhra che incarnava nelle leggende nordiche la paura verso il lupo, dotato di una forza impressionante, anche i suoi ululati facevano tremare tutti gli Dei. Fin dalla tenera età, Fenrir fu rapito dagli Dei di Asgard, perché per sua mano e dei suoi fratelli sarebbe giunta la fine del mondo.

-Homunculus:

Una leggendaria forma di vita frutto di un procedimento alchemico, il primo uomo a parlarne alla fine del Quattrocento, fu il medico chimico e fisico di scienza lo svizzero Philippus Theophrastus Bombastus Von Hohenheim che si faceva chiamare Paracelso. Paracelso era un amante dell’alchimia e si dice che era riuscito a concepire una vita artificiale, nata tra gli alambicchi e le formule magiche e una lunga procedura e che lo avrebbe battezzato Homunculus, un piccolo ma vero bambino diverso dal normale solo per la sua piccolissima statura. Una creatura senz’anima nata dal vitro, risultato del desiderio di uguagliare la potenza di Dio.

-Mephit:

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Creature alate con un aspetto simile a un’umanoide, descritti come esseri malvagi sono di natura elementare nate dalla materia usata per la creazione. Per questo, ci sono varie tipologie di Mephit, ad iniziare da quello dell’aria, per proseguire con acqua, terra, fuoco, sale, polvere, vapore, ghiaccio, melma.

(Simone Giorgi)

 

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