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La leggenda dei due bambini con la pelle verde

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Questa storia ha dell’incredibile, ci troviamo a Woolpit in Inghilterra nel XII secolo e due bambini un maschio e una femmina emergono da dei pozzi usati per cacciare i lupi, e mentre vagavano nei campi dei mietitori agricoli li avvistarono e la prima cosa che notarono oltre agli strani vestiti colorati era lo strano colore della loro pelle, che era completamente verde.
Portati in città, i due bambini avevano un linguaggio incomprensibile, ma furono accolti dal signor Richard De Calne che gli diede del cibo. Cibo che però i ragazzi all’inizio non vollero mangiare, finché il signor De Calne non gli offrì dei piselli crudi, di cui i ragazzi ne erano sorprendentemente ghiotti.
Dopo poco tempo, i ragazzi iniziarono a mangiare di tutto, però il bambino maschio che sembrava il più piccolo dei due, si ammalò e dopo qualche giorno purtroppo morì.
Con il passar del tempo, il colore verde della bambina andò sempre più a scomparire e diventando molto simile a quello di una persona normale, facendo si che questa fu anche battezzata.
La ragazza intanto imparò a parlare bene l’inglese, disse che proveniva dalla terra di San Martin dove non esisteva il sole ma c’era solo un grande crepucolo permanente e che anche le altre persone, che vivevano in quel posto, avevano questo strano colore verde sulla pelle
Quando si accorse che dell’esistenza di questo mondo così luminoso (cioè il nostro), non esitò a unirsi tra gli uomini, rinunciando alle sue vecchie origini di appartenenza e sposandosi anche con un certo King Lynn di Norfolk.
Il mito di questa leggenda vive ancora nei cuori degli abitanti di Woolpit.

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(Simone Giorgi)

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Il teletrasporto spontaneo di Gil Perez

A chi non piacerebbe viaggiare per il mondo, senza spendere un soldo usando magari il teletrasporto?
Sembra fantascienza ma le cronache ci parlano di un soldato della guardia civile filippina, il suo nome era Gil Perez che la notte del 24 ottobre 1593, si trovava a lavorare nel palazzo del governatore a Manila, dove dei pirati cinesi assassinarono il politico.

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Gil per la troppa stanchezza dovuta al fatto di dover proteggere il politico, dopo l’assassinio si appoggiò a con la testa sul muro, cadendo così in un profondo sonno. Al suo risveglio si ritrovo dall’altra parte del globo a Plaza Mayor (Città del Messico), usando o almeno così si pensa, ad un presunto teletrasporto spontaneo.
Interrogato dalla polizia del posto, raccontò la versione ufficiale sull’uccisione del governatore di Manila e che era giunto fin li tramite il teletrasporto. Ma visto che in quell’epoca le comunicazioni erano molto lente, i messicani non credettero ad una sola parola dell’uomo e lo presero per un pazzo.

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Perez fu così arrestato dalle autorità ma due mesi dopo una nave filippina arrivata sul posto, annunciò la morte del governatore. I membri dell’equipaggio dichiararono di conoscere Gil Perez e che l’ultima volta che fu avvistato da loro fu quella drammatica notte del 23 ottobre.

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La polizia messicana a quel punto non avendo più prove valide per trattenerlo lo rilasciò. Dopo questa strana e allo stesso tempo fantastica avventura, a Gil non successe mai più una cosa simile, ma la storia di questo soldato rimane ancora un mistero che ancora oggi affascina tutti gli studiosi e non solo.

(Simone Giorgi)

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Fantasmi: fenomeni legati all’aldilà o fenomeni dettati da leggi scientifiche? Intervista a Stefano Ranucci

Un approccio scientifico nel mondo del Ghost Hunting attraverso le parola del Presidente di “Alfa & Omega Metapsichica”

di Simone Leoni

1Parlare di Paranormale, non significa esclusivamente parlare di fenomeni quali la telepatia, la chiaroveggenza, la psicocinesi e quant’altro, ma comprende anche quei fenomeni che noi definiremo come manifestazioni spettrali. Ma cos’è un fantasma? Un fantasma secondo alcuni, non sarebbe altro che lo spirito di una persona deceduta, il quale non è in grado, o non vuole, varcare la soglia ed entrare nella luce. Nel corso dei secoli, attorno alla tematica dei fantasmi, si è creato un meticoloso studio sia sulle eventuali entità, sia sulle loro particolari doti di agire con il mondo dei vivi. Con il passare del tempo ovviamente, il metodo di ricerca si è evoluto, come si sono evolute le apparecchiature con le quali “ Il cacciatore di fantasmi” cerca di raccogliere dati importanti che possano confermare o negare la presenza di entità in un luogo, e magari cerca di constatare se eventuali anomalie possano essere riconducibili a qualcosa di più razionale e scientifico. In pratica: alcuni presunti fenomeni classificati come paranormali, possono essere in realtà fenomeni che possono essere legati alla scienza. L’esempio pratico può essere questo: quando si dici ho visto un’entità non è detto necessariamente che vi sia, in quanto se siamo in prossimità di forti campi elettromagnetici, essi con il lungo andare possono provocare nausea e allucinazioni. Questo è uno degli esempi più comuni. Infatti di norma, prima della vera e propria indagine, si cerca di fare un sopralluogo nel presunto luogo “infestato”, in modo tale di constatare se vi siano fattori esterni ( ripetitori telefonici ecc ) che possano influenzare sia le apparecchiature, che il giudizio del team di ricerca. Come riporta lo studioso Eugenio Bolmida nel suo libro Considerazioni scientifiche sullo spiritismo (1): “Signori, non esiste, e ciò che con teologico intendimento viene cosi chiamato, è il semplice e reale risultato d’alcune leggi di natura, le quali, in gran parte, abbiamo imparato a conoscere superficialmente. Ricordiamolo bene”.

Simone Giorgi

Simone Giorgi

Stefano, come nasce il tuo interesse per lo studio dei fenomeni paranormali?
Fin da bambino ebbi una notevole passione per il paranormale ed iniziai ad interessarmene nel periodo adolescenziale. Sono passati ormai 10 anni dalla prima ricerca svolta con 4 amici in un luogo abbandonato. Così per gioco ho visitato molti luoghi, ho studiato e ricercato la verità sperimentando e documentando gran parte di quello che ho raccolto nel corso degli anni.

Le mie idee riguardo la concezione dell’aldilà sono cambiate varie volte nel corso del tempo, così come il mio credo e le mie teorie. Sono stato un fermo sostenitore del paranormale, per poi diventare uno dei più scettici ricercatori. Penso che nella vita tutti prima o poi si pongano delle domande sulla morte e cosa ci possa essere dopo. Ho avuto la sfortuna di perdere mia sorella e mia nipote molti anni addietro, questo avvenimento doloroso ed improvviso è stato sicuramente uno dei motivi per i quali ho approfondito questi argomenti. Le ricerche parapsicologiche che ho svolto in tutti questi anni hanno avuto lo scopo dimostrare a me stesso, che la morte non è sinonimo di fine.

Fondamentalmente molte persone soprattutto gli stessi ricercatori pensano, che nello studio del paranormale l’unico scopo sia quello di dimostrare che i risultati delle proprie ricerche siano reali. Due giorni dopo la morte di mia sorella ho avuto la fortuna di riuscire a registrare la sua voce in una sessione di registrazione, con i confronti biometrici tra quei suoni e vecchie registrazioni prese da videocassette ho scoperto un’altissima percentuale di somiglianza tra i fonemi. Dalla registrazione di quei suoni decisi di non trattare più questo argomento. Solo due anni dopo l’ascolto di quelle registrazioni ho avuto la forza di tornare a studiare il paranormale.

Oggi ci sono molti ricercatori principianti, che praticano ricerche solo per divertirsi. Chiunque pensa di aver assistito a qualcosa d’insolito o di aver visto qualche programma in tv crede di essere in grado di svolgere una ricerca oggettiva e scientifica. Questo permette a qualsiasi persona di mostrare al pubblico ricerche non approfondite e materiale dalla dubbia interpretazione, creando cattiva pubblicità ai veri ricercatori. In realtà anche io dopo 10 anni di studi sono cosciente di non avere conoscenze molto ampie nel campo della scienza e spesso ho difficoltà nel trovare risposte a determinati fenomeni, poichè anche studiando la fisica ed i fenomeni paranormali connessi ad essa,sono troppi gli argomenti e le materie scientifiche da sapere approfonditamente. Non si è mai abbastanza esperti e nel nostro caso dal 2004 al 2009 non abbiamo mai pubblicato il materiale ritenuto anomalo questo, perchè coscienti di avere lacune metodologiche e scientifiche.

3Generalmente cosa si intende per paranormale? E quali dovrebbero essere le fenomenologie legate ad esso?
Per rispondere a questa domanda dovremmo prima fare alcune distinzioni. La scienza definisce la natura, come l’insieme degli esseri viventi e inanimati nel suo complesso, quindi nei fenomeni e nelle forze che in essa si manifestano. Se tutto ciò che esiste è naturale il sovrannaturale non esiste e questa parola assume un concetto puramente speculativo. Le continue scoperte scientifiche dimostrano, che tutto è spiegabile tramite delle leggi, il fatto che non tutto lo sia dimostra, che l’uomo non sia riuscito nel suo intento, ma che potrebbe in un futuro.

Siamo abituati ad avere due sole interpretazioni del paranormale: quella religiosa e quella scettica. Spesso i progressi delle scienze naturali hanno preparato man mano il terreno a nuovi convincimenti, togliendo fondamento alle credenze bibliche. Basti pensare alla visione della creazione dell’uomo secondo la teologia cristiana e quella scientifica, che sicuramente sembrerebbe essere più plausibile. Anche nel momento in cui la vita fosse nata per caso, la scienza non può applicare la metodologia scientifica, per rivendicazioni non verificabili come l’esistenza di Dio. Possiamo quindi credere in un creatore dell’universo senza andare contro la scienza, penso lo stesso della vita dopo la morte. Anche se possiamo ipotizzare scientificamente, che la vita dopo la morte esista non è detto, che questa debba essere materia esclusiva della scienza o viceversa. Abbiamo molti limiti mentali; lo scetticismo metodologico impone la preferenza a spiegazioni naturali, piuttosto che a quelle sovrannaturali. Adottare mentalità critica ci renderà capaci di individuare errori in argomenti e ragionamenti tecnici . Ma dobbiamo tener presente, che i bravi scettici non respingono conclusioni alternative. Lo scettico spesso viene visto come una persona con i paraocchi; soprattutto secondo coloro, che credono fermamente a concetti come credenza nei fantasmi, u.f.o etc.  Nello scetticismo classico greco l’individuo non ha la presunzione di raggiungere la verità tramite la conoscenza; tutto è messo in dubbio e non vi è alcuna certezza. Chiudendo questa parentesi per poter definire qualcosa come anomalo-anormale-paranormale è opportuno conoscere cosa invece sia naturale. Uno studio approfondito del fenomeno fisico conosciuto è indubbiamente la via migliore, per definire un evento come inspiegabile. L’interpretazione che poi verrà data a tale evento sarà soggettiva. Fondamentalmente qualsiasi fenomeno che va oltre le competenze scientifiche e la scienza ordinaria può essere definito metafisico. Le fenomenologie possono essere varie tra le più comuni come: rumori che non hanno spiegazione, Porte e armadi che si aprono e si chiudono misteriosamente, luci che si spengono e si accendono senza spiegazione,oggetti che compaiono e scompaiono, ombre misteriose.

Simone Leoni e Stefano Ranucci

Simone Leoni e Stefano Ranucci

Come ti approcci con lo studio del paranormale? Per te è spiegabile a livello scientifico o no?
Io come tanti altri esperti sappiamo, che ci sono spiegazioni semplici e razionali ad ogni fenomeno inspiegabile. Dobbiamo avere piena coscienza del fatto, che la mente umana e i sensi umani (come vi potrà confermare ogni illusionista e mentalista) sono facilmente ingannabili. La gente spesso può scambiare fenomeni spiegabili (se inusuali) ad eventi paranormali.

Prima di credere che ci sia un fantasma in casa, dobbiamo trovare spiegazioni razionali a ciò che stiamo vivendo. Tutti i fenomeni paranormali potrebbero avere cause naturali.

Naturalmente anche nella fenomenologia più estrema ci possono essere delle spiegazioni. Ricordiamo, che più testimoni avvertono gli stessi fenomeni più sarà importante la testimonianza, anche se questa non sarà mai la prova oggettiva della presenza di un’entità disincarnata.

Degli esperti possono trovare delle spiegazioni razionali a tali fenomeni e per esperti intendiamo tutt’altro che medium o parapsicologi. Infatti un idraulico potrebbe aiutarci a trovare la causa dello strano battere in una tubatura. Un falegname può riparare una porta, che tendenzialmente si chiude da sola. Un amico o un vicino di casa potrebbero essere in grado di guardare la vostra particolare esperienza in un modo diverso e offrire una spiegazione razionale, perché non coinvolti emotivamente. L’approccio che utilizzo nelle indagini è il metodo scientifico, lo scetticismo metodologico fa si, che si ottengano prove da osservazioni sistematiche utilizzando la ragione. Quante più spiegazioni razionali esistono ad una determinata affermazione più forti dovranno essere le prove da parte di chi sostiene il contrario. Ad Esempio: se qualcuno afferma di avere poteri mentali sovrannaturali e di riuscire a prevedere eventi futuri “ Lo scettico sa che questa affermazione non è conforme a idee ben collaudate in biologia e fisica. Non ha senso secondo ciò, che è conosciuto. Quindi al fine di giustificare l’affermazione, il sensitivo deve avere una grande quantità di prove solide, che attestino ciò che dice”.

Perché secondo te la fisica quantistica può spiegare i fenomeni paranormali?
I popoli primitivi giudicavano le cose dall’apparenza, cioè dall’ impressione causata da queste sui loro sensi. Così per molti secoli l’acqua e le nubi furono ritenute essenzialmente distinte. Passò molto tempo prima che la scienza dimostrasse che le nubi e l’acqua fossero due stati diversi di una unica sostanza.
E’ ormai di dominio pubblico il principio secondo il quale; il calore si trasforma in luce; la luce in calore e in movimento, il movimento in forza, l’elettricità in magnetismo etc. Dovremmo essere d’accordo nell’ammettere, che ogni cosa esistente in questo mondo ha aspetti vari, ma la sostanza è unica. Lo stesso Einstein ha dimostrato, che tutto nel nostro mondo è energia, in conferma alla famosa formula della teoria della relatività (E = MC2), cioè che la materia (M) si può trasformare in energia (E), la lettera (C2) indica il valore della velocità della luce alla seconda. Quindi per calcolare l’energia (E), ottenibile da una certa quantità di materia, si moltiplica il valore della sua massa (M) per due volte la velocità della luce. Ciò significa, che gli atomi sono fatti essenzialmente di energia, pertanto tutta la materia è alla fin fine uguale all’energia, solo in una forma diversa. Quando diciamo che “l’energia non può essere creata né distrutta.” ci riferiamo anche alla materia; questo concetto ci induce a definire l’energia “immortale” e rappresenta una solida base sulla quale è opportuno meditare. Al momento della nostra morte deve esserci una transizione in cui si crea una separazione tra la parte fisica del nostro corpo destinata a decomporsi e la parte eterea, spirituale che continua la sua vita in una realtà al momento ignota, giacché siamo pesantemente condizionati dalla nostra struttura fisica. Prendendo come esempio il sole, che ci permette di vedere ciò, che abbiamo vicino abbagliandoci e non permettendoci di osservare la profondità dello spazio, come invece ci è possibile di notte, quando invece è facile osservare le stelle. La fisica moderna in questi decenni ha fatto molti passi avanti. La scoperta di una nuove luce che la fisica chiamerà Luce Pesante è ciò, che cambierà il nostro modo d’interpretare la morte. Cos’è la Luce Pesante? Alcune particelle equivalenti hanno dimostrato una rilevante differenza di peso, stiamo parlando del confronto tra le particelle di luce “Fotoni” e la differenza che queste hanno rispetto ai bosoni vettori (W e Z) denominati anche “Luce pesante”. La vita di ogni individuo s’identifica in questa nuova luce, che unifica l’essere vivente composto da atomi e il corpo diafano composto di luce. La Luce Pesante è composta da particelle messaggere chiamate Bosoni vettori e sono le più piccole che esistono e si trovano all’interno dei corpi; compongono i corpi ma restano immortali, la vita non è altro che la doppia manifestazione di un’unica interazione. Il corpo fisico è il riflesso della vera identità immortale, che deve essere riconosciuta ai messaggeri che la compongono. Infatti il corpo biologico e tutta la materia ordinaria sono il 5% della materia osservabile dall’uomo. Sappiamo, che i fotoni ordinari sono l’unico universo visibile (campo elettromagnetico) ed i bosoni i portatori del messaggio (l’informazione). L’ influenza che il messaggio esercita sul corpo biologico è straordinaria e tutti quegli aspetti legati alla coscienza individuale restano intatti, non più legati al corpo materiale, ma a quello di luce perché è invisibile, non ha peso, non ha inerzia ed è legata in maniera assoluta al corpo biologico.

Durante le tue passate indagini, hai avuto modo di avere materiale veramente “paranormale”, cioè genuino, privo di alterazioni ambientali o altro?
In 10 anni d’indagini abbiamo pensato spesso di aver ottenuto materiale interessante, ma è bastato sempre poco per poter razionalizzare tutto. Seguendo lo scetticismo metodologico è facile bocciare qualsiasi evento anomalo con spiegazioni sicuramente più veritiere, seguendo i principi metodologici non si cadrà in una fallacia logica. Penso, che se ogni gruppo di ricerca avesse corrette conoscenze accademiche il materiale pubblicato nel web sarebbe quasi inesistente. Un argumentum ad ignorantiam è la fallacia più comune tra le persone, che si occupano di paranormale. Tornando a noi, abbiamo alcune registrazioni che sottoposte ad analisi spettrografica e di frequenza hanno dimostrato avere caratteristiche anomale. Queste registrazioni infatti sottoposte ad analisi fonetiche hanno dimostrato avere caratteristiche diversa dalla voce umana e non riconducibili a pareidolia sonora.

Orbs, Flare, pareidolia sono alcuni dei termini che designano nel campo parapsicologico delle cause del tutto scientifiche e non paranormali. Ce le puoi spiegare? Ci sono altri termini? Quali sono quelli più importanti?
Fondamentalmente esiste un universo di termini, spiegazioni e considerazioni. Ogni informazione è di fondamentale importanza, per una corretta analisi dei fenomeni e del materiale acquisito. Da sempre l’uomo ha sofferto di antropocentrismo ed è uno dei problemi maggiori quando ci troviamo in presenza di presunte esperienze paranormali. Ogni ricercatore dovrebbe essere a conoscenza dei limiti fisici dell’essere umano, dei limiti strumentali e tutto ciò, che ruota intorno ad essi. Siamo abituati a pensare che la realtà sia quella percepita dai nostri sensi fisici, in realtà il nostro corpo è molto suscettibile agli inganni. Durante le indagini l’essere umano si trova in situazioni di deprivazione sensoriale. Trovandoci in questa situazione si può vivere un’esperienza chiamata effetto autecinetico, ossia l’errata percezione di movimento, che abbiamo di un oggetto o di una fonte luminosa,che in realtà sono fermi. Dovremmo conoscere il fenomeno della Luce Ideoretinale, i fenomeni entoptici, il fenomeno di Scheerer e tutti quei fenomeni legati alle allusioni ed allucinazioni. Questi sono solo alcuni esempi legati all’essere umano, ma potremmo benissimo elencarne altri anche di natura strumentale.

Un'analisi spettrografica

Un’analisi spettrografica

Ci puoi dire come si svolge un’indagine?
Ogni investigatore paranormale è sempre alla ricerca del luogo perfetto, per svolgere le proprie indagini. Spesso capita di trovare il luogo adatto, ma di non riuscire ad ottenere l’autorizzazione da parte dei proprietari dell’edificio. In alcuni casi gli investigatori paranormali ignorano la legge entrando nella proprietà per eseguire le indagini. Eccitati nel violare la legge, queste persone provano piacere nell’elevata adrenalina causata dalla paura di essere arrestati. Comportarsi in questo modo inappropriato non è la maniera corretta per eseguire un’indagine parapsicologica. Nel minore dei casi in cui si è colti sul fatto si è costretti a pagare una multa salata o nel peggiore dei casi si potrebbe finire in galera. Non solo ci saranno conseguenze legali, ma il vostro gruppo perderebbe credibilità. Se avete individuato un luogo interessante e degno di ricerca la prima cosa da fare è contattare i proprietari della struttura. Non fatelo prima di aver effettuato delle ricerche sul luogo. È possibile eseguire ricerche su qualsiasi proprietà attraverso biblioteche, vecchi ritagli di giornale presso il catasto.

Una volta approfondita la storia del luogo si è pronti, per contattare i proprietari dell’immobile e chiedere il permesso per condurre un’indagine. La squadra d’investigazione deve impegnarsi a rispettare la privacy di coloro che hanno chiesto al gruppo di indagare conducendo tutte le attività in modo professionale, discreto e nella maniera più rispettosa. Quando il gruppo verrà contattato per una richiesta d’ indagine, verrà fissato un appuntamento per un colloquio preliminare. Se la persona desidera, il colloquio può essere condotto per telefono al fine di valutare l’attività anomala riportata. Prima dell’indagine su campo è necessario svolgere delle ricerche sull’edificio in questione, che serviranno a stabilire se ci sono connessioni ad aventi passati o più semplicemente a studiare eventuali problemi strutturali. Dobbiamo farci un’ idea della struttura e delle problematiche, che potrebbero nascere con il tempo, ad esempio delle vecchie tubature potrebbero causare rumori simili a passi. Alcuni tipi di legni altamente resinosi potrebbero rilasciare aromi anche dopo lungo tempo. Solo in un secondo momento sarà possibile svolgere un’indagine. Arrivati sul posto il proprietario dell’edificio verrà informato sulle attività, che verranno svolte durante l’inchiesta. Le attrezzature come videocamere, registratori audio ecc saranno posizionati nell’edificio in base alla localizzazione dell’attività segnalata dai testimoni. Prima dell’indagine è anche utile una lettura dei valori generali dei campi elettromagnetici e della temperatura presente nella proprietà. Tutte le aree che risultano avere valori elettromagnetici discutibili e temperature anomale devono essere controllate immediatamente, per capirne le cause in modo, che queste non interferiscano con l’indagine. Ulteriori letture dei valori di monossido di carbonio, sono utili a garantire la sicurezza e a smentire eventuali sensazioni di disagio fisico ritenute paranormali. Il tempo dedicato ad ogni indagine paranormale varia da luogo a luogo e per tale motivo è difficile determinare quanto tempo l’indagine possa durare. Alla fine delle indagini la squadra analizzerà tutti i video, gli audio e le prove fotografiche raccolte sul luogo. In un secondo momento sarà possibile contattare l’interessato, di solito è importante organizzare un incontro per presentare e discutere le prove con il cliente. Se le prove raccolte richiederanno ulteriori indagini, sarà opportuno presentare una nuova richiesta per tornare in loco. In questo modo sarà più facile confrontare le prove ottenute da entrambe le ricerche e in tal caso confermare i risultati delle prove raccolte dalla prima indagine.

Analisi bionetrica di un evp

Analisi bionetrica di un evp

So che state cercando personale per il vostro team di ricerca, che ricordo, svolge indagini in modo del tutto gratuito. Vuoi fare un appello?
Chiunque volesse condivider con noi un esperienza formativa e di ricerca può scriverci un’ email specificando il ruolo che vorrebbe ricoprire. Attualmente cerchiamo: nuovi membri dello staff per ricerche su campo; gruppi da affiliare per collaborazioni fuori dal territorio di nostra competenza; collaborazioni a distanza, quindi supporto informatico per le analisi ( Foto Tecnici, Tecnici Audio, Tecnici Video, Dottori in Tecniche Psicologiche e di Medicina Generale, Fisici, Chimici, Geologi, Archeologi, Storici.); amministratori e moderatori per gruppi facebook e pagine facebook.

Chiunque fosse interessato può mandarci la sua candidatura specificando la mansione che vorrebbe ottenere con una piccola biografia all’indirizzo: email metapsichicaalfaomega@gmail.com

 

Un ringraziamento particolare a Simone Leoni e al presidente dell’Associazione Alfa Omega Metapsichica Stefano Ranucci

Fonte presa dal sito: http://www.terraincognitaweb.com/fantasmi-fenomeni-legati-allaldila-o-fenomeni-dettati-da-leggi-scientifiche-intervista-a-stefano-ranucci/

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Allghoi Khorhoi, il verme letale della Mongolia

Nelle sabbie remote del deserto di Gobi, sembra che viva una creatura
denominata l’Allghoi Khorhoi conosciuto meglio con il terribile nome
di ‘il verme letale della Mongolia’, secondo gli avvistamenti
sarebbe lungo tra i 60 e i 150 cm, di colore rosso lucente e simile a un
serpente.

I nativi del posto sostengono che sputi veleno e uccida all’istante, e
che sia in grado di produrre potentissime scariche elettriche.

Gli scienziati ipotizzano che si tratti di una ‘desert death adder’
ovvero una vipera velenosa che però vivrebbe solo in Australia e in Nuova
Guinea, infatti gli scettici suppongono che un classico verme non possa
sopravvivere nel deserto, perché si disidraterebbe rapidamente.

Resta il fatto che qualcosa striscia sotto le sabbie del Gobi, una creatura
veloce e mortale che non lascia scampo ai poveri sventurati.

(Simone Giorgi)

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Il paradiso per davvero

Il paradiso è una speranza, o una realtà come la terra e il cielo? Nessuno di noi può rispondere a questa domanda, solo quando si muore finalmente sapremo, ma non avremo più la possibilità di dirlo ai nostri cari.
La storia che vi sto per raccontare è inspiegabile per quanto è ancora incredibile, ci troviamo in Nebraska (America) la famiglia Burpo composta dal reverendo Todd sua moglie Sonja e i suoi due bambini Cassie e il nostro protagonista Colton di soli 4 anni.
La famiglia Burpo viveva una vita regolare, Todd è il pastore della chiesa di Crossroads Wesleyan Church, mentre la moglie si occupa della casa e dei bambini. Tutto andava a gonfie vele fino a che un giorno mentre si stavano godendo una vacanza a Denver, al ritorno Cassie e Colton furono colpiti da una brutta influenza. Dopo 4 giorni Colton, continuava ad avere 40 di febbre mentre la sorellina era guarita, i genitori preoccupati lo portano immediatamente al pronto soccorso.
Purtroppo nella risonanza magnetica si viene a scoprire che Colton ha un’appendicite perforata da qualche giorno, che gli sta causando una grave infezione nella cavità addominale. Il bambino doveva essere operato d’urgenza, i genitori disperati non poterono far altro che acconsentire ed attendere in sala d’attesa con il cuore in gola.
In questo istante inizia la straordinaria avventura di Colton, la mamma Sonia si mette a chiamare telefonicamente la comunità della chiesa, chiedendo loro se potessero pregare per il suo bambino, Todd invece nella cappella dell’ospedale se la prende con molta vivacità con Dio, mentre i medici non davano nessuna speranza di salvezza al piccolo Colton. Lui invece a un certo punto si riprese miracolosamente e al suo risveglio, racconto ai due genitori di averli visti in aria fuori dal suo corpo mentre facevano queste cose due cose ben distinte.
Rimasto incredulo Todd, voleva continuare a parlare di quella esperienza con il figlio e quello che Colton disse fu sconvolgente. Il bambino era stato per qualche minuto in paradiso un posto molto simile alla terra ma molto più grande, vide una chiesa vi entrò ed al suo interno, vide degli angeli che cantavano per lui, a un certo punto arrivo Gesù che gli disse di non avere paura, che in quel posto non gli sarebbe successo nulla di pericoloso, lo fece mettere seduto tra le sue ginocchia e poi dopo gli prese la mano dicendo che lo voleva portare a vedere delle cose prima di farlo tornare sulla terra.
Colton raccontò anche che Gesù, aveva un cavallo bellissimo e che in paradiso ci sono tutti i colori brillanti dell’arcobaleno. Durante un’intervista per il giornale locale riferì che in paradiso ci sono molti animali, che questo luogo è come la terra, ma più grande e bellissimo, che Gesù era molto gentile e che si è seduto in braccio a lui. Disse di avergli visto molte cicatrici (le cicatrici erano quelle della crocefissione) ma non riuscì a descriverlo neanche con le rappresentazioni del suo volto ripreso dai libri che Todd gli fece vedere. Colton diceva che Gesù aveva gli occhi chiari, di un colore che andava sul bluastro e verdastro. Ce da dire però, che non tutti credettero alla sua storia, poichè nei referti medici Colton non era morto ma era ancora vivo sotto sedativo quindi come era possibile, che questo bambino potesse raccontare una storia così fantastica però ben dettagliata che pareva impossibile. Molti pensarono infatti che il bambino si era inventato tutto, ed e per questo che Todd il padre era deciso a scoprire la verità.
A quel punto il reverendo anche durante la messa racconta, l’esperienza subita dal proprio figlio e molti credenti e amici rimasero perplessi e dubbiosi dall’accaduto, però Todd voleva a tutti costi credere a ciò che diceva suo figlio.
Un’altra notizia che il bambino disse al padre, e che in paradiso vide il suo bis nonno, cioè il nonno di Todd, che veniva chiamato con il soprannome di Pop e disse al bambino che andava tutto bene. Qui Todd rimasto scioccato gli fece vedere una vecchia foto del suo nonno anziano, ma Colton non lo riconobbe. Solamente quando il padre gli fece vedere un’altra foto, di quando Pop era giovane, il bambino lo riconobbe, dicendo che in paradiso sono tutti giovani.
La famiglia Burpo per di più aveva dei problemi economici, infatti doveva pagare le spese mediche dell’operazione fatta a Colton. Il bambino infatti riferiva sempre che il dottore andava pagato, perchè durante l’operazione quando era sollevato sul suo corpo, aveva visto il dottore che cercava di salvarlo in tutti i modi. Todd che non riusciva più ad andare avanti nella sua vita credette, che Dio volesse parlare con loro attraverso Colton, invece la moglie Sonia che era molto più razionale e concreta e voleva che il marito potesse dimenticare questa brutta esperienza e lasciarla come un semplice mistero per il bene della propria famiglia.
Il vero colpo di scena che fece ricredere anche la mamma Sonia, fu quando Colton gli disse che lui aveva un’altra sorella. All’inizio pensava che parlasse di Cassie ma il bambino riferì che questa sorella era morta prima che nascesse, che era sua coetanea e che si sono fortemente abbracciati in paradiso. Sonia rimasta incredula gli chiede con un stratagemma come si chiamasse questa sorellina, il bambino dichiaro che il nome non glielo avevano ancora dato, questo perchè non sapevano se era una femminuccia o un maschietto, ed il bambino di questa storia ne era completamente all’oscuro.
Un giorno Todd vide un documentario della CNN che parlava di una bambina Lituana che ebbe la stessa avventura di Colton, cioè era stata anche lei in paradiso. Il suo nome è Akiane Kramarik che disegno sulla tela di un quadro il volto di Cristo. Appena Colton lo vide disse subito al padre che era lui la persona che aveva visto in paradiso, che quell’uomo era Gesù. Ce da dire ora, che i due bambini non si conoscevano, vivevano poi da tutt’altra parte del mondo ma avevano visto entrambi la stessa figura.

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Il 4 Ottobre del 2004, la famiglia Burpo ebbe un altro figlio di nome Colby, Todd continuò a fare il pastore nella Crossroads Wesleyan Church e di questa incredibile storia, pubblicò nel Novembre del 2010 il libro dedicato proprio al figlio Colton, con il titolo di “Heaven is for real”. Libro che ebbe un enorme successo e su cui successivamente venne anche girato un film.

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La gente potrebbe avere paura del racconto del piccolo Colton, forse perchè hanno paura che non ci sia il paradiso o magari che ci sia e questo non sia destinato a tutti. Ma resta il fatto indelebile che questa storia ci farà sognare e sperare che dopo la morte non ci sia la fine di ogni cosa, ma l’inizio di una vita piena di pace interiore colma di un amore immenso.

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(Simone Giorgi)

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Il Bigfoot

Nei boschi e nelle montagne di tutto il mondo si dice che si aggiri una creatura mitologica, la quale appare come metà uomo e metà scimmia ed è definita in diversi modi a seconda dei popoli.

Si narra di leggende del sacro spirito dei boschi dal Sasquatch o Momo dai nativi americani, ma noi tutti lo conosciamo con il termine Bigfoot o Piedone.

Nel 1811 furono notate delle impronte nella neve che raggiungevano i 35 centimetri ed erano decisamente sproporzionate per appartenere a un uomo comune.

Furono ritrovate dal signor David Thompson una guida turistica, che ne ricavò dei calchi in gesso come prova.

Collezione Privata:

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Nel 1884 un esemplare di Bigfoot fu catturato e gli venne dato il nome di Jacko, era alto 1,50 e pesava 45 chili e aveva il corpo ricoperto di peli neri, ma prima di essere sottoposto a studi riuscì a scappare.

Un boscaiolo di nome Albert Ostman, dichiarò di essere stato catturato e tenuto prigioniero da una famiglia di Bigfoot per poi riuscire a scappare solamente dopo il 3 giorno.

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Il 20 Ottobre 1967 a Bluff Creeking Valley, Roger Patterson e Bob Gimlin, filmarono per circa 20 secondi a una distanza di 30 metri, una figura che camminava con andatura incerta, la quale si girò in direzione dei due e li fissò.

I due uomini che erano rimasti sconvolti ma anche colpiti da una forte emozione, riuscirono comunque a continuare a filmare finché il presunto Bigfoot si inoltrò nella fitta vegetazione boschiva.

Il filmato fece subito il giro del mondo, venne proiettato al British Columbia University di Vancouver e ci furono diverse ipotesi degli scienziati a riguardo.

Una di queste ipotesi avrebbe visto l’ animale in possesso di mammelle considerevoli quindi poteva trattarsi di una femmina, ma altri vedendo la forma di spalle, bacino e glutei pensarono più che si trattasse di un maschio.

Gli scettici sostennero che la camminata assomigliava a quella umana quindi non era altro che un uomo travestito da scimmia. Roger Patterson giurò anche in punto di morte sull’autenticità del filmato.

Il 17 Dicembre 1968 a Rollingstone Minnesota in America, un certo Signor Frank Hansen mostrava liberamente una creatura simile ad un Bigfoot, ibernata in una lastra di ghiaccio che l’uomo teneva dentro il suo camper.

La creatura era alta sui 2 metri, il colore del pelo marrone e aveva lunghe braccia.Il volto risultava sfigurato da un proiettile, che lo stesso Hansen riteneva di aver sparato per uccidere la creatura.

Saputo della notizia due criptozoologi Ivan Sanderson e Bernard Heuvelmans si recarono al camper di Hansen per poter studiare il corpo del mostro.

Il proprietario però impedì ai due studiosi di esaminare l’esemplare poiché riferì che apparteneva a un’altra persona.

In seguito la lastra di ghiaccio contenente l’umanoide sparì, e quindi tutti credettero che
si trattasse di un falso e forse proprio per questo motivo non si hanno più tracce dell’esemplare congelato.

Potrebbe trattarsi di una creatura antropomorfa, alta 2 metri e ricoperta da lunghi peli,
molto intelligente soprattutto nel nascondersi all’occhio umano e con una forza soprannaturale.

Alcuni studiosi hanno ipotizzato che possa trattarsi di un Gigantopithecus una gigantesca scimmia
vissuta nel pleistocene e sfuggita all’estinzione poi evolutasi.

Altre persone sostengono che il Bigfoot sia addirittura una creatura aliena poiché ci sono stati degli avvistamenti di Ufo nella zona dove l’animale è stato avvistato più spesso o ancora un esperimento di laboratorio fuori controllo.

Una cosa è certa qualcuno o qualcosa ci osserva, magari dietro a qualche cespuglio nelle più fitte impenetrabili e oscure foreste del mondo.

Collezione Privata:

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(Simone Giorgi)

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Lo Yeti

Nelle remote e sperdute montagne dell’Himalaya in Asia, si dice che
viva ” l’abominevole uomo delle nevi”, detto anche Yeti
(o quella cosa).
Lontano parente del Bigfoot anche lui è un primate che può arrivare dai 180
fino ai 240 cm di altezza, con una pelliccia marrone/nero, i capelli
lunghi e le braccia che si estendono fino a raggiungere l’altezza delle
ginocchia.
Secondo delle testimonianze , le impronte ritrovate possono arrivare fino a
60 cm. I popoli del posto affermano che esistono tre specie:
Yen-The il piccolo, Meh-The  il medio e il gigantesco Dzu-Teh.
Le prime impronte furono trovate dal tenente colonnello Laurence Austine Waddell nel 1889 a più di cinquemila metri di quota, erano impresse nella neve.
Ci furono altri avvistamenti dell’abominevole uomo delle nevi, e nel
novembre del 1951 Eric Shapton e Michael Ward ritornando da una spedizione
all’Everest vicino alla frontiera tra Nepal e Tibet, scesi a 6250
metri videro delle impronte fresche tra la neve. Seguirono le impronte per
circa un miglio e mano a mano che la neve andava abbassandosi, le orme
erano maggiormente definite; Shapton scattò due foto che sono sicuramente
le più famose.

Il 19 Marzo 1954 il Daily Mail pubblicò la descrizione di una spedizione
scientifica effettuata per studiare uno scalpo appartenuto a un presunto
Yeti nel monastero di Pangboche; il professor Frederic Wood analizzò con
il microscopio i peli della creatura ma non riusci ad identificare a
quale animale potesse appartenere.

Allora che cosa potrebbe mai essere questo spaventoso mostro?
Gli studiosi hanno differenti idee a riguardo, certi credono si tratti dell’orso delle nevi, come ipotizza l’esploratore Reinhold Messner, altri addirittura un umanoide o un semplice animale primate la cui razza risulterebbe ancora sconosciuta alla scienza, o ancora un Gigantopithecus vissuto
nell’epoca preistorica e arrivato ai giorni d’oggi.
Resta il fatto che i nativi dell’Himalaya considerano questa creatura
sacra, loro credono nell’esistenza dell’ abominevole uomo delle
nevi e come per il suo cugino Bigfoot, la storia di questa creatura
continuerà ad appassionare e a far sognare grandi e piccoli.

(Simone Giorgi)

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Annabelle la bambola maledetta

Se avete a casa una bambola di pezza, sopra al letto o su una sedia, tenete sempre gli occhi puntati su di lei perché la storia che vi sto raccontando è vera, con esiti inquietanti e drammatici.
Tutto incominciò nel 1970 quando la studentessa in infermieristica Donna ricevette in regalo dalla madre per i suoi 28 anni una bambola di pezza appartenente alla tradizionale linea di prodotti per bambini, la Raggedy Ann.
Dopo un po’ di tempo la compagna di stanza dell’università di Donna, Angie, si accorse degli strani comportamenti che la bambola adottava.
I comportamenti di Annabelle, questo il nome della bambola, non si fecero attendere molto, le due ragazze notarono come questa possedesse una “vita propria”. Donna l’appoggiava sempre sul letto o sulla sedia della sua camera prima di uscire e questa misteriosamente cambiava posizione quando ritornava a casa. Successivamente la bambola incominciò a comparire in altri luoghi, fu trovata anche in posizioni bizzarre e per di più dava l’idea a Donna che la guardasse con quegli occhi così grandi e penetranti.
Ma l’incubo più grande fu trovare dei bigliettini scritti come da un bambino su pergamena che a casa non c’era, Annabelle li lasciava per le ragazze dove c’era scritto “Lou”, “Aiuto”, “Aiuto Lou, quest’ultimo non era altro che il fidanzato di Donna.
La goccia che fece traboccare il vaso fu trovare Annabelle per terra sporca di sangue sulle mani e sui vestiti. A quel punto, pensando che la bambola fosse maledetta, chiamarono una medium per esorcizzare quello spirito dannato e si venne a scoprire che all’interno della bambola c’era una bambina di 7 anni di nome Annabelle Higgins morta tragicamente anni prima nella stessa casa delle ragazze.
La medium disse a Donna ed Angie che lo spirito della bambina morta voleva restare con loro perché si sentiva in pace. Le fanciulle commosse decisero di tenere la bambola, una decisione che si rivelerà un grosso errore.
Lou il fidanzato di Donna fu l’unico a non credere nella buona fede della bambola di pezza, trovandola sempre un giocattolo malvagio e fu lui ad essere preso di mira. Aveva incubi orribili e una notte, dopo un risveglio brusco, notò ai piedi del suo letto Annabelle. Un altra versione afferma che la bambola cercò di strangolarlo in sogno e che lui si alzò terrorizzato ma Annabelle era già sparita. Esasperato decide di andare a casa di Donna per distruggere una volta per tutta quella bambola maledetta.
Quando arrivò a casa di Donna, Lou raccontò tutto alla fidanzata ed improvvisamente sentirono di sopra nella stanza della ragazza una forte confusione come di persone che parlavano tutte insieme ma quando salirono sopra videro solo Annabelle seduta in angolo e proprio in quel momento Lou sentì un forte dolore lancinante e bruciante al petto e quando aprì la camicia vide sette diversi tagli su suo corpo, come se la bambola in qualche modo glieli avesse procurati.
A quel punto si resero conto che all’interno del giocattolo non ci poteva essere una dolce e tenera bambina di 7 anni ma qualcosa di ancora più terribile e inquietante. I ragazzi chiamarono allora le autorità ecclesiastiche e attraverso loro vennero messi in contatto con Ed e Lorraine Warren una coppia, marito e moglie, di investigatori del paranormale con una lunga esperienza dell’occulto, famosi per aver esorcizzato anche la più nota casa posseduta di Amytiville Horror.
I demonologi Warren arrivarono subito alla conclusione che i ragazzi purtroppo temevano e cioè che Annabelle non era altro che posseduta da un’entità demoniaca così malvagia che non aspettava altro che possedere il corpo di Donna o di qualche altro sfortunato.
I piani di Annabelle vennero così annullati dai Warren che presero in custodia con loro la bambola liberando così i tre giovani ragazzi dall’incubo che ormai sembrava senza fine. Decisero di non distruggere la bambola perché lo spirito maligno avrebbe potuto occupare un altro corpo o un altro oggetto, fu quindi trasportata in macchina dai Warren ma non fu per nulla facile né piacevole il viaggio dato che la macchina ebbe molti guasti lungo il tragitto. I Warren riuscirono a calmare la bambola solo versandogli addosso acqua santa.
Arrivati a casa ebbero altri problemi, videro addirittura la bambola levitare e apparire in diverse stanze della casa, così, convinti che l’entità demoniaca fosse molto più potente di quanto avessero immaginato, chiamarono il sacerdote Jason Bradford esperto in esorcismi. Quest’ultimo però esclamò scettico: “è solo una bambola di pezza. Non può far male a nessuno.”.
Una frase che il sacerdote pagherà quasi cara. Infatti, subito dopo uscito dall’abitazione dei Warren, andò fuori strada con l’auto per un malfunzionamento dei freni salvandosi per miracolo.
Nel 1952 i Warren fondarono la Società per la Ricerca Psichica nel New England e fecero costruire una custodia di vetro dove bloccare Annabelle limitando i suoi poteri.
Nel corso degli anni divenne un celebre museo d’attrazione dell’occulto del Connecticut dove tutt’oggi Annabelle rimane insieme ad altri oggetti maledetti o posseduti dai demoni.
Molti pensano che lo spirito malvagio della bambola sia andato via altri invece che sia in attesa del giorno in cui possa essere di nuovo libera.
Le ultime curiosità sulla bambola sono spaventose, due ragazzi, un uomo e una donna, andarono a visitare il museo dei Warren e quando videro la teca di Annabelle il ragazzo si fece beffa della bambola iniziando a colpire il vetro in segno di sfida.
Quando Ed Warren si accorse di tutto ciò cacciò immediatamente i due ragazzi ma per loro ormai il destino fu segnato, almeno per il ragazzo, perse infatti l’equilibrio in sella alla propria moto sulla strada del ritorno andando a schiantarsi contro un albero perdendo la vita sul posto, la ragazza invece passerà diversi mesi in ospedale.

Furono girati anche dei film sulla bambola maledetta come “The Conjuring” campione di incassi e l’ultimo più recente spin off “Annabelle”.
Potete credere o non credere a questa storia ma attenzione a prendere in giro Annabelle, potrebbe risultarvi fatale.

L’immagine in allegato è una replica della nostra collezione privata.

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(Simone Giorgi)

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Il quadro maledetto

Se non credete nelle storie degli oggetti maledetti, posseduti magari da qualche entità demoniaca, in questa storia ancora immersa nel mistero potreste ricredervi.
Tutto ebbe inizio nel Febbraio del 2000 dove nel più famoso e usato social commerciale al mondo, ebay, venne messo in vendita un articolo chiamato Haunted Painting (Dipinto Maledetto), un quadro dall’aspetto raccapricciante che raffigurava un ragazzino (con un volto da adulto se lo osservate bene) e una bambola o (bambina) senza bulbi oculari. Quest’ultima teneva in mano una batteria con fili spezzati ed era in piedi di fronte ad una porta a vetri dalla quale si intravedevano delle mani come se volessero entrare oppure afferrare il bambino nell’oscurità, in alto la luna.
La visualizzazione del quadro raggiunse le 30.000 visite. Il prezzo d’asta di partenza era di 199 dollari e arrivò al termine della vendita a ben 1.025 dollari.
Il venditore riteneva che il quadro fosse maledetto ed affermava che i personaggi prendevano vita durante la notte. Sistemò una macchina fotografica davanti al quadro programmandola allo scatto a scadenza precisa in minuti, dopo aver ascoltato il racconto di sua figlia di quattro anni che gli aveva detto di aver visto i due protagonisti del dipinto uscire dalla cornice. Venne scattata una foto inquietante dove si vede la bambola-bambina minacciare il bambino con una pistola causando a quest’ultimo una specie di fuga dal quadro e sempre la bambola sembrava cambiare spesso posizione causando forti turbamenti alle persone che lo possedevano, per tanto il venditore declinava ogni tipo di responsabilità per incidenti ad ogni nuovo acquirente.


Il dipinto fu acquistato da un certo Lucky Bidder (Fortunato Offerente) che all’inizio volle rimanere anonimo ma presto le notizie trapelarono. Il quadro si trovava nella Perception Gallery di Grand Rapids, nel Michigan (ancora oggi è presente al suo interno se avete il coraggio di andarlo a vedere) e da lì riuscirono a risalire al creatore del dipinto, il californiano Bill Stoneham che si era firmato in basso a destra nel quadro.
L’artista spiegò che quello che sembrava una pistola in mano alla bambola non era altro che una batteria insieme ad un groviglio di fili elettrici e che il bambino sarebbe lui stesso, visto che aveva dipinto il quadro basandosi su una vecchia foto di quando aveva cinque anni. Rimase molto scioccato da queste vicende terribili che venne a sapere sul quadro e della sorte che toccava alle persone che lo possedevano.
Raccontò allora degli aneddoti inquietanti. Il quadro fu realizzato nel 1972, intitolato The Hands Resist Him ( Le Mani Gli Resistono). Fu esposto per la prima volta alla galleria di Los Angeles e recensito da un critico del Los Angeles Times, per poi essere acquistato dall’attore John Marley ( famoso per aver interpretato il regista Jack Woltz nel film Il Padrino).
John Marley morì nel 1984 all’età di 76 anni e il dipinto venne ritrovato in una vecchia fabbrica di birra abbandonato lì dagli eredi di John Marley. Fu trovato da una coppia californiana, saranno loro a metterlo in vendita nel 2000 su ebay, la cosa che fa venire i brividi è che Stoneham dichiarò che entrambi i proprietari della galleria nella quale l’opera fu esposta per la prima volta e il critico che l’aveva recensita erano morti entro un anno da quando entrarono in contatto con il quadro maledetto.

Stoneham realizzo un ”sequel” per concludere e far tacere anche questa leggenda che avvolge il suo primo quadro dannato e realizzò un dipinto chiamato Resistance at the Threshold (Qualcosa di simile a “Resistenza sulla Soglia”), nel quale sono ritratti gli stessi due personaggi, però invecchiati di quarant’anni, e per fortuna questa volta senza nessun tipo di maledizione.

Che sia una leggenda metropolitana oppure che sia davvero un quadro infernale una cosa è certa, il ”quadro maledetto” ancora oggi dopo diversi anni dalla vendita su ebay farà ancora parlare di se per molto e molto tempo.

articolo realizzato da Simone Giorgi.

Intervista esclusiva al Presidente dell’Associazione Alfa Omega Metapsichica il signor Stefano Ranucci.

– 1) Cosa pensa di questo presunto quadro maledetto ?

La superstizione è una credenza di natura irrazionale, che può influire sul pensiero e sulla condotta di vita delle persone, che la rendono propria. In particolare si crede, che eventi futuri possano essere influenzati da particolari comportamenti, senza che tuttavia vi sia una relazione causale. Negli ultimi secoli la società si è evoluta tantissimo, grazie alla scienza molte credenze popolari sono state smentite permettendo alle persone di non esserne influenzate. Il passato ci insegna come la superstizione e l’irrazionalità siano capaci di mietere vittime, basti pensare all’inquisizione e alle donne innocenti, che sono state condannate a morte. I tempi sono cambiati e nonostante la mente umana sia propensa a dare spiegazioni razionali, una parte di noi è affascinata dal mistero e dall’occulto. Uno dei miei hobby è quello di collezionare oggetti esoterici e riguardanti il mondo del mistero. Ciò che mi interessa non sono le presunte proprietà di un oggetto, ma il valore storico che esso acquisisce tramite vicende di cui è protagonista. Anche un ateo si troverà d’accordo con me nel valutare un oggetto come la Sacra Sindone di inestimabile valore. Certamente non per la sacralità,ma per l’importanza storica. Ovviamente vi è anche chi crede nelle proprietà magiche di certi oggetti e non dimentichiamo, che personaggi come Hitler furono alla ricerca di alcuni di essi. Tornando a noi, molte persone sono affascinate dai misteri. Ed è normale, che ci sia speculazione lì,dove vi è una richiesta di mercato. Questo è facilmente deducibile,poiché non avrebbe senso voler vendere qualcosa con un difetto,a meno che il difetto non dia più valore economico allo stesso. Navigando in rete è possibile trovare molte aste di oggetti maledetti, se avessero realmente proprietà nefaste, perché venderli e non distruggerli? Credo che la risposta sia scontata, fondamentalmente chiunque può definire un oggetto come “posseduto e maledetto” ed è proprio questo, che permette a chiunque di aprire un business. Nel caso qualcuno pensi che tra i tanti oggetti in vendita possa esistere un vero oggetto capace di causare la morte ricordo, che dovrebbe dimostrarne oggettivamente la prova. Qualora non fosse possibile, qualsiasi affermazione rientrerebbe nell’ambito di pareri personali. Inoltre credo che l’artista non avesse voluto dare la definizione “maledetto” alla sua opera, ma che solo successivamente sia stato definito in questo modo a causa della suggestione arrecata da ciò, che vi è raffigurato. Infatti ogni artista sa, che anche un’opera immaginata deve essere sviluppato mediante la memoria osservativa e la conoscenza. Un approccio scientifico e strutturale è vitale, per creare un’illusione di successo e come lo stesso artista ha confermato, il bambino non è che il ritratto di una sua vecchia foto di quando aveva cinque anni. A conferma di ciò, è il fatto che lo stesso autore rimase basito,sentendo parlare di maledizioni. L’acquirente essendo esterno ai fatti ha interpretato il quadro negativamente. Questo accade perché nel quadro è presente un bambino in un ambiente dark. I bambini nei film horror hanno infatti un ruolo preciso. Essendo simbolo di innocenza e purezza, nella realtà nessuno avrebbe mai paura di loro, sia perché sono piccoli di statura, ma anche perché sappiamo, che essi difficilmente siano in grado di far del male. Negli horror invece questo stereotipo cade e cadono con esse le nostre certezze per questo credo, che si abbia maggiore timore di bambini in vesti malvagie che degli adulti negli stessi panni. Queste premesse sono fondamentali, per poter dare un giudizio al quadro, che secondo me resta un oggetto di estrema bellezza, come per chiunque ami il bizzarro.

– 2) Come le sembra il dipinto raffigurato?

Non sono un esperto di quadri ma credo, che l’arte abbia diverse interpretazioni e che debba stimolare emozioni diverse,poiché tutti allo stesso modo siamo unici. Guardandolo mi porta alla memoria il negozio, che si trova nel centro storico di Roma, soprannominato “ospedale delle bambole”. Ricordo l’inquietudine che provavo da bambino passando per via di Ripetta 29. Per un bambino era palese l’atmosfera spettrale alla presenza delle teste, singoli arti e corpi di bambole antiche, che all’interno del negozio come da tradizione di famiglia, vengono riparati da un esperto artigiano. Penso sia un bel quadro. E risveglia in me molti ricordi legati all’infanzia e qualche piccolo brivido. In allegato la foto del negozio di bambole di cui ho appena parlato

– 3) Che idea si è fatto,guardando la bambola puntare una presunta pistola sul bambino?

Guardando il quadro, è facile interpretare l’oggetto in mano alla figura femminile come una batteria. Di dominio pubblico è il fatto, che qualunque cosa siamo in grado di vedere non si riduce solo al senso della vista ma anche al nostro cervello. Molti esperimenti dimostrano come un individuo, in presenza di un luogo, nel quale vi siano vicende legate ai fantasmi (e al corrente di esse) sia predisposto a vederne uno, mentre chi ignaro di certe vicende non proverà eventi soprannaturali. Questo ci fa capire come la suggestione spesso possa prendere il sopravvento interpretando male alcuni fenomeni.

– 4) Secondo l’artista le due persone che possedevano il quadro morirono nel giro di un anno dalla data di acquisto, ed una terza morì dopo averlo recensito, secondo lei è solo semplice coincidenza?

Non do spazio ad altre interpretazioni,che non siano la sfortunata coincidenza. Non ci sono prove oggettive a conferma, che il quadro abbia potuto uccidere delle persone. La vita è abbastanza amara e ingiusta senza aver bisogno di quadri maledetti.

– 5) Bill Stoneham concluse poi con un altro dipinto la raffigurazione del quadro, lei pensa che potrebbe trattarsi di speculazione?

Sicuramente l’artista involontariamente ha ottenuto molta fama grazie al presunto quadro maledetto. Come spiegavo in una risposta precedente non credo abbia avuto intenzionalmente, l’idea di creare un mito sul suo quadro. L’idea di creare un sequel del quadro può avere diverse interpretazioni. Potrebbe aver voluto “esorcizzare” l’idea,che sia un artista maledetto. Infatti la credenza che abbia creato un quadro in grado di uccidere, potrebbe non aver giovato alla sua reputazione. In fondo non tutti sono affascinati dal paranormale, alcuni lo temono e cercano di starne alla larga. Al contrario potrebbe aver voluto sfruttare la situazione per una nuova vendita visto il successo della precedente o semplicemente spinto dalla sua passione, ha voluto dipingere senza un motivo particolare. Non è possibile dare una risposta, che non sia personale. In generale quando parliamo di paranormale è facile parlare di speculazione. Come ho già confermato più volte la stessa scienza definisce la natura come l’insieme degli esseri viventi e inanimati nel suo complesso, quindi nei fenomeni e nelle forze che in essa si manifestano. Possiamo quindi arrivare ad un ovvia conclusione, se tutto ciò, che esiste è naturale, il sovrannaturale non esiste e questa parola assume un concetto puramente speculativo.

L’immagine in allegato è una replica della nostra collezione privata.

A cura di Simone Giorgi, la redazione di Alfa Omega Misteri ringrazia per la partecipazione straordinaria del Presidente dell’ Associazione Alfa Omega Metapsichica il signor Stefano Ranucci.

 

 

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Alfa Omega Misteri presenta: Documentario sull’Antica Religione e la Wicca a cura di Eleonora Monti

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